74 milioni per l’accoglienza. La rabbia dei sindaci “Basta prima sia tardi”

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Dopo essere stato ampiamente annunciato è stato infine pubblicato il maxi bando per l’accoglienza di 2900 migranti nei prossimi due anni nel vicentino. 74 milioni e 95mila euro il valore complessivo. Cifra che ha fatto sdegnare i sindaci di Schio, Valter Orsi, e Isola Vicentina, Francesco Enrico Gonzo. “Soldi che finiranno nelle tasche delle cooperative. Basta prima che sia troppo tardi”.

Le cifre del bando sono state confermate. 74 milioni e 95mila euro per gestire 2900 migranti per due anni, dal 1° ottobre 2017 al 30/9/19. Un totale di 35 euro al giorno per richiedente asilo. Scadenza del termine per presentare la propria offerta economica alla prefettura 7 settembre alle 12.

“Per la provincia di Vicenza 74 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato per 2900 richiedenti asilo – ha detto Orsi – denaro che per lo più finirà nella tasche delle cooperative che stanno facendo soldi a palate con questa distorta solidarietà. Agli italiani vengono tagliate le pensioni, le invalidità ai veneti vengono riconosciute sempre più sotto il minimo per non elargire un sostegno economico, ai disabili vengono ridotti i sussidi, ai Comuni tagliati i fondi così che tra poco non si riuscirà più a garantire servizi. Che razza di governo”.
A fargli eco il primo cittadino di Isola Vicentina, che ne condivide la critica. “Con quei 95mila euro eccedenti i 74 milioni il Comune di Isola Vicentina avrebbe già messo a disposizione delle associazioni di Isola Vicentina l’ala ovest delle ex Scuole elementari di Via Canova – ha affermato – figuratevi con anche un solo di quei 74 milioni di euro quanti metri di piste ciclabili potremmo stendere o finanziare un anno e mezzo di bilancio sociale a favore della Comunità. O quanti pozzi d’acqua potabili si potrebbe costruire o quanti bambini salvare dalla fame in Africa! Per questo dico basta – ha concluso – perché qui stiamo andando nell’esatto senso contrario di quello che si dovrebbe fare. E avanti di questo passo, davvero, fa paura pensare a dove potremmo finire”.

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