Solidarietà a Evans Ogbajie dopo il raid omofobo: “Un gesto vile che colpisce l’intera comunità”

Continua a suscitare indignazione nel Vicentino il raid omofobo di cui è stato vittima Evans Ogbajie, attaccante del Silva Marano. Nella notte tra l’1 e il 2 luglio, l’auto del 27enne sarebbe stata vandalizzata sotto casa: carrozzeria rigata, targa strappata e scritte offensive a sfondo omofobo. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri. Il fatto assume un peso particolare alla luce della storia personale del giovane calciatore nigeriano, arrivato in Italia dopo essere fuggito da un contesto di persecuzione legato al proprio orientamento sessuale e dopo un lungo e drammatico viaggio migratorio.
Numerosi i messaggi di vicinanza arrivati dal mondo politico e istituzionale. Tra i primi a intervenire è stato Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nel Consiglio regionale del Veneto, che ha espresso “rabbia e amarezza” per quanto accaduto. “Ho letto con rabbia e amarezza la notizia del raid omofobo contro Evans Ogbajie, calciatore del Silva Marano: la sua auto sarebbe stata vandalizzata nella notte tra l’1 e il 2 luglio, con graffi su tutta la carrozzeria, la targa strappata e la scritta ‘gay’. Un gesto vigliacco e anonimo, che colpisce ancora più duramente chi da ragazzo è stato costretto a fuggire dalla Nigeria, ad attraversare il deserto e il Mediterraneo, proprio per sottrarsi alle persecuzioni legate al suo orientamento sessuale”, afferma Cunegato.
Il consigliere regionale ha quindi manifestato la propria vicinanza al giocatore e ha rilanciato il tema degli strumenti normativi contro le discriminazioni: “A Evans va tutta la mia vicinanza e quella di AVS. Mi auguro che le indagini dei carabinieri permettano presto di individuare i responsabili. Episodi come questo dimostrano ancora una volta perché in Italia serva una legge contro l’omotransfobia, che la destra non vuole. Nessuno dovrebbe sentirsi in pericolo per chi è o per chi ama, in nessun angolo del Veneto. Evans ha già dimostrato un coraggio enorme nel ricostruirsi una vita qui: non lasciamolo solo”.
Sulla vicenda è intervenuta anche la consigliera regionale del Partito Democratico Chiara Luisetto, che ha posto l’accento sul valore dell’inclusione e sulla gravità del messaggio contenuto nel gesto intimidatorio: “Esprimo la mia piena solidarietà a Evans Ogbajie, vittima di un grave atto intimidatorio e omofobo che colpisce non solo lui, ma l’intera comunità – dichiara – sfregiare un’auto con scritte d’odio perché una persona ha scelto di vivere con libertà e sincerità il proprio orientamento affettivo significa tentare di seminare paura e negare la dignità di qualcuno. È un gesto vile che va condannato con fermezza”. Luisetto richiama inoltre la vicenda personale del calciatore, sottolineando come nessuno dovrebbe ritrovarsi a temere di essere nuovamente discriminato proprio nel luogo che considera casa e auspicando che i responsabili vengano individuati rapidamente. La consigliera evidenzia poi il significato delle parole pronunciate dallo stesso Ogbajie dopo l’accaduto: “Le parole di Evans, che dice di essere disposto a perdonare chi gli ha fatto del male se avrà il coraggio di chiedere scusa, sono una lezione di umanità che merita rispetto. Ma il suo gesto di apertura non può attenuare la gravità di quanto accaduto né ridurre il dovere di affermare con chiarezza che nel Veneto non c’è spazio per l’omofobia, il razzismo e l’intolleranza”.
Un messaggio di convinta solidarietà è arrivato anche dal segretario provinciale del Partito Democratico Luca Cislaghi, che invita a trasformare l’episodio in un’occasione di riflessione collettiva: “Esprimere solidarietà e vicinanza a Evans sono gesti che dovrebbero essere naturali, un punto di partenza e non di arrivo. Pagare a così caro prezzo la libertà conquistata con tanta fatica e dopo tanto dolore, non può essere accettabile – afferma – ed è importante che la vicenda non venga archiviata senza che sia stata fatta una profonda riflessione collettiva sul grado di intolleranza e di imbarbarimento comunicativo che esiste anche nelle nostre comunità e che purtroppo coinvolge anche alcuni giovanissimi”. Per Cislaghi, il compito della politica e delle istituzioni è quello di affermare con chiarezza una cultura dell’accoglienza: “È necessario che politica e istituzioni su questo siano molto chiare: non si tratta di “accettare”, ma di accogliere la diversità come un valore e un arricchimento. Una società che riconosce l’unicità di ogni individuo e ne trasforma le differenze in un’opportunità di crescita è una società che saprà vincere anche le sfide di un futuro benché complesso”.
E mentre le indagini proseguono per individuare gli autori del raid, la vicenda ha aperto un ampio dibattito nel territorio sul tema dell’intolleranza e delle discriminazioni. Un confronto che parte da un episodio inquietante, ma che chiama in causa l’intera comunità sul valore del rispetto, dell’inclusione e della convivenza civile.
Gli sfregiano la macchina perchè bisex: “Se si scusassero, li perdonerei subito”
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.
Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.