Gli sfregiano la macchina perchè bisex: “Se si scusassero, li perdonerei subito”

C’è grande amarezza. Ma anche tanta empatia e senso di gratitudine verso le decine di attestati di stima e di affetto. Sono emozioni contrastanti quelle che vive oggi Evans Ogbajie, 27enne residente a Marano e vittima nella prima mattinata di ieri di un violento atto vandalico.

Evans se n’è accorto quando, poco dopo le 7, è uscito di casa per andare al lavoro presso un’area di servizio di Zanè. L’auto completamente sfregiata da rigature profonde e scritte omofobe, un danno rapidamente stimato in circa 3mila euro che il ragazzo dovrà pagare di tasca sua in assenza di una polizza adeguata. E tutto, pare, per aver dichiarato apertamente il proprio orientamento sessuale convinto di una libertà che dovrebbe essere diritto di ciascuno senza se e senza ma: “Da qualche tempo ricevevo telefonate anonime con insulti e minacce – racconta Evans – ma mai avrei pensato si trasformassero in un atto tanto odioso”. Una vita difficile quella di Evans, ripudiato dal padre perché bisessuale e costretto a lasciare la Nigeria non ancora maggiorenne: “Non avevo alternative, là quelli come me vengono bruciati per strada o incarcerati per anni – spiega il giovane – così venire in Italia mi è sembrata l’unica soluzione possibile. Ci sono arrivato, dopo aver raggiunto la Libia, 9 anni fa: qui con fatica ho ricostruito una vita e ho ripreso la mia grande passione, il calcio”.

Evans è oggi un prolifico attaccante in forza al Silva Marano dove si è fatto subito ben volere per il carattere gioviale e lo spirito allegro: “E’ impossibile non volergli bene- spiega lo storico presidente del club giallonero, Massimo Manea – la notizia ci ha raggiunti come un fulmine a ciel sereno. Qui Evans è di famiglia, lo abbiamo aiutato a sistemarsi con un casa e un’occupazione e lui, benché talentuoso, ci ha ricambiati rifiutando offerte da società ben più blasonate dimostrando di sentirsi veramente nel posto giusto. La vigliaccheria che ha subito fa davvero male, speriamo che anche grazie alle telecamere della zona, le autorità risalgano ai colpevoli di tale infamia”.

Parole di comprensibile rabbia che però Evans smorza con una bontà che quasi disarma: “Ammetto che ieri ho avuto paura, ho pensato che vivendo da solo un giorno qualcuno potrebbe sfogarsi direttamente con me anziché prendersela “soltanto” con la mia auto. Ma oggi ho sentito tanto affetto e mi è tornato il sorriso. Voglio dire a chi ha fatto questo che se vorrà scusarsi io non gli serberò rancore, anzi. Sono sicuro non stia bene con sé stesso. E mi rivolgo anche ad altri ragazzi che oggi ancora temono di esprimersi apertamente: vivete la vostra vita, siate ciò che desiderate di essere. E lasciate che vinca l’amore.

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