Rapina in banca con maschere e pistole: due arresti dopo mesi di indagini

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Con l’arresto ai domiciliari per due fratelli di origine albanese di 29 e 31 anni si è chiuso il cerchio sulla tentata rapina alla Volksbank di Mussolente avvenuta il 13 agosto dell’anno scorso.
Incappucciati, con il volto coperto da maschere in lattice e la pistola in pugno, i due avevano fatto irruzione nella banca in via Vittoria terrorizzando i clienti presenti e obbligandoli a sedersi a terra.

I malviventi avevano provato a dirigersi verso le casseforti, ma i sistemi di sicurezza che garantivano l’apertura temporizzata ritardata hanno fatto fallire il piano, con i due che erano fuggiti a bordo di un motorino con una targa posticcia.
L’indagine per capire chi fossero non si è mai fermata e l’11 aprile i Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa, supportati dal personale della Stazione Carabinieri di Romano d’Ezzelino e della Compagnia di Castelfranco Veneto, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per i due fratelli, il 31enne residente a Romano d’Ezzelino e il 29enne residente a Riese Pio X. L’immediato intervento dei Carabinieri e la perlustrazione nei dintorni della banca ha portato all’individuazione, subito dopo il tentativo di rapina, del motorino ancora acceso e in avaria e un cappello da pescatore perso durante la fuga.

Immediata la predisposizione di un’articolata attività di indagine da parte dei militari dell’Arma, coordinati dalla Procura berica, fatta di analisi dei fotogrammi e filmati dei varchi dei circuiti di video sorveglianza comunali, analisi dei filmati delle case e ditte nelle immediate vicinanze della banca, testimonianze di una pluralità di persone, integrati da molteplici servizi di osservazione e pedinamenti, perquisizioni personali e locali degli indagati e conseguenti sequestri dei loro telefoni cellulari, del motociclo, di capi di abbigliamento compatibili, comprese le scarpe, custodia di armi e proiettili. Anche grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, i militari sono riusciti a raccogliere gravi indizi di colpevolezza in capo ai due fratelli.

Lo scorso settembre i due uomini, con altri soggetti inizialmente sospettati e risultati estranei ai fatti, sono stati sottoposti ad una perquisizione personale nelle rispettive abitazioni. Lì, oltre ai capi di abbigliamento del tutto simili a quelli indossati nel corso della rapina, i Carabinieri hanno trovato anche alcuni bossoli di una pistola a salve e, nell’abitazione del 29enne, 63,38 grammi di sostanza stupefacente, un bilancino di precisione, una macchinetta sigillatrice da sottovuoto e dei sacchettini in cellophane. L’uomo è stato denunciato a piede libero anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’11 aprile i Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa hanno dato sottoposto agli arresti domiciliari i due fratelli sulla base della richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Vicenza, dal Giudice per le Indagini Preliminari.

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