CineMachine | Bogus – L’amico immaginario

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REGIA: Norman Jewison ● CAST: Whoopi Goldberg, Gérard Depardieu, Haley Joel Osment, Ute Lemper, Andrea Martin, Nancy Travis, Denis Mercier, Sheryl Lee Ralph, Barbara Hamilton ● GENERE: commedia, fantasy, film per famiglie ● DURATA: 110 minuti ● DATA DI USCITA: 6 Settembre 1996 (Stati Uniti)

Bogus – L’amico immaginario del 1996 per la regia di Norman Jewison.

Storia: Diventato orfano, il giovane Albert (Haley Joel Osment) viene preso in affido dalla sorella adottiva della madre Harriet (Whoopi Goldberg). Scioccata per la perdita della sorellastra, Harriet si improvviserà madre, anche se in modo alquanto maldestro e sconsiderato. Ma la sorpresa si intensificherà a dir poco quando la neo-madre scoprirà che il suo piccolo Albert ha un amico immaginario davvero fuori dal comune: Bogus (Gérard Depardieu).

Uno di quei classici film nostalgici che in molti avranno visto quando erano bambini e che per un critico cinematografico serio non possono far altro che scivolare via come l’acqua sul marciapiede. Insignificantemente melensi e privi di contenuto; eppure in Bogus – L’amico immaginario ho riscoperto una piacevole pellicola di fine anni Novanta dove il carattere dominante è l’immaginazione e la fantasia.

Per spiegarmi meglio: di fronte allo sguardo della maggior parte degli adulti potrà sembrare la classica commedia melensa che prende alla gola solamente grazie alla presenza di un dramma familiare dove di mezzo ci finisce quasi sempre un bambino. Eppure se vi soffermerete ad osservare la storia, i suoi personaggi, le connessioni che si andranno a creare tra di loro, potrete rimanere piacevolmente sorpresi nel scoprire un cinema per famiglie sano, divertente ed a tratti struggente.

La storia ci fa riscoprire la fortuna che tutti noi abbiamo nell’avere una famiglia, un amico, un luogo dove stare o ritornare e mostra la condizione di una persona che si fa carico di un figlio non suo, di fronte alle mille preoccupazioni o problematiche della vita moderna.

Un film che cita apertamente Harvey (1950) di Herny Koster e ne fa una buona base di partenza per partorire un buon film, con un cast eccellente ed una storia pulita. In fondo chi di noi non ha avuto un amico immaginario? Un qualcuno che, quando gli altri non c’erano o peggio c’erano ma non c’erano, ci strappava una risata, ci confidava un segreto, un pensiero gentile, una strizzata d’occhio o un pollice in su per dirci che andava tutto bene e di rimanere tranquilli.

Erano i tempi di quando la nostra immaginazione non aveva limiti. Di quanto ci potevamo mettere a giocare per ore senza mai stancarci. Ed oggi cosa siamo diventati? Forse la risposta la possiamo trovare più in Harriet che nel suo percorso riuscirà a riscoprirsi come una madre disposta a giocare con il figlio, e riscoprire in questo il semplice gesto che anche la vita non è altro che un gioco e che la nostra fantasia non ha limiti.   

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