CineMachine | Ready Player One

REGIA: Steven Spielberg ● CAST: Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, Lena Waithe, T.J. Miller, Simon Pegg, Mark Rylance, Philip Zhao, Win Morisaki, Hannah John-Kamen, Ralph Ineson, Susan Lynch, Clare Higgins, Perdita Weeks, Cara Pifko, Vic Chao, Cara Theobold, Isaac Andrews, Joel MacCormack ● GENERE: fantascienza, azione, avventura ● DURATA: 140 minuti ● DATA DI USCITA: 28 marzo 2018 (Italia)

Ready Player One del 2018 per la regia di Steven Spielberg.

Trama: Nel 2045 un gigantesco ed intricato sistema di realtà virtuale è diventato parte integrante della vita di molte persone. Questo sistema si chiama OASIS ed è in questo immenso mondo virtuale che le persone passano la maggior parte del proprio tempo a divertirsi, imparare cose nuove e conoscere persone nuove attraverso degli avatar che mascherano la loro vera identità. Nel frattempo una grossa multinazionale sta cercando di impossessarsi di OASIS tentando di vincere una combinazione di tre prove che daranno diritto al vincitore di prendere il controllo di OASIS e dell’enorme patrimonio lasciato dal suo creatore, James Halliday. Il nostro protagonista e un gruppo di suoi amici virtuali cercheranno di impedire che questa multinazionale riesca nel suo intento, garantendo che OASIS rimanga libera da ogni tipo privatizzazione.

Di tutto si può dire di Steven Spielberg, ma non che non sappia girare le scene d’azione e in questo film di azione ce n’è molta, soprattutto in formato digitale, ma fortunatamente Michael Bay stavolta non c’entra niente. Tornando a noi, è stata una scelta coraggiosa quella del regista di scegliere un continuo passaggio dalla realtà del cinema, con attori in carne ed ossa, alla versione digitale del mondo di OASIS in cui c’è veramente di tutto.

Il citazionismo della cultura pop anni Ottanta e Novanta è certamente stato il cavallo di battaglia di questo titolo. Dalla delorean di Ritorno al Futuro (1985) al robottone de Il Gigante di Ferro (1999), nel comparto visivo c’è veramente da sbizzarsi a cercare tutte quelle figure e/o riferimenti che hanno segnato intere generazioni di ragazzi.

Ma oltre a questo citazionismo continuo che permane in tutta la prima parte e che dovrebbe far trasalire lo spettatore, la storia prende completamente piede nella seconda parte, dove l’azione si fa più incalzante e la storia comincia ad avere uno sbocco sensato e calcolato ad un finale che, non ve lo nascondo, d’altronde stiamo parlando di Steven Spielberg, sarà lieto.

Pur cercando di rispolverare vecchie glorie dal cinema internazionale e anche dal comparto videoludico più svariato, questo film non è poi così scontato come si potrebbe pensare. Di fatto sono rimasto alquanto sbalordito da come un settantenne come Spielberg abbia saputo trattare in modo così efficace tematiche contemporanee, come le relazioni online e la dipendenza da social network.

Inoltre stiamo parlando di un film per ragazzi che queste tematiche le vivono sulla propria pelle. Ready Player One non è semplicemente un film citazionista che cerca di divertire il grande pubblico come poteva essere Pixels (2015) di Chris Columbus. Spielberg ha fatto un passo ulteriore, molto più grande e con maggiore impeto rispetto a quello compiuto da Columbus, a mio vedere. Il regista ha scelto di citare e anche autocitarsi per rendere un omaggio, ma ha usato tali citazioni per creare un contesto dove inserire una storia che a tratti, lo confesso, mi è sembrata anche abbastanza stupida, ma stiamo parlando sempre di un film per ragazzi e con questo non voglio dire che i ragazzi siano stupidi, anzi i ragazzi spesso sono molto più intelligenti e volenterosi di quello che gli adulti credono e in questo film Spielberg lo dice, anzi affida a dei ragazzi che rimangono più della metà della loro giornata collegati ad un sistema virtuale, il destino di quello stesso sistema e della storia che stiamo guardando.

Sono questi ragazzi i veri protagonisti, gli eroi, ed hanno un’amore smisurato ed disinteressato non tanto per OASIS stesso, ma per quello che OASIS rappresenta, ovvero una libertà di muoversi e di conoscere in maniera così sconfinata che nessun altro tipo di sistema può dare.

Questo è quello che mi riferisco quando dico che Spielberg ha fatto un ulteriore passo avanti e non si è soffermato solamente a realizzare personaggi fighi alla God of War o alla Mortal Kombat.

Non è che Spielberg voglia dire che è bene che i ragazzi rimangano collegati ai loro auricolari e ai loro schermi diciannove ore al giorno, ma penso che egli voglia intendere, in questo film, di andare oltre a ciò che è la mera tecnologia o il mero divertimento che essa porta con sé. Invita i giovani a scoprire, ad approfondire e non rimanere passivi a tutto gli input che quotidianamente ricevono. Li invita a combattere per le cose in cui credono, anche quando molti le possono ritenere cose di poco conto o baggianate ed è inoltre meraviglioso il valore che il regista dà al contatto umano.

Uscire da quei sistemi che in qualche modo ci imprigionano, e questo lo si può capire semplicemente quando questo tipo di sistemi non ci fanno stare bene con noi stessi e con gli altri (non ci vuole una laurea in Scienze della comunicazione per capirlo), e riscoprire il contatto con il reale, con la persona, è la vera magia, il vero miracolo che tutti possiamo fare. I social network quando sono nati erano meravigliosi perché permettevano ad una persona di comunicare con persone che non vedevano da una vita, anche se queste stavano dall’altra parte del mondo o semplicemente sotto casa. Ad oggi, invece, sembrano essere diventati dei concorsi di bellezza. Tutti che si auto-elogiano perché sono andati a fare sssshopping o perché hanno l’ultimo modello ipertecnolgico di un “cazzafà” qualsiasi … Stiamo letteralmente perdendo di vista la realtà, la nostra realtà, che non è fatta semplicemente di cose tangibili, ma è fatta anche di valori, di cose in cui io credo e che difendo, che devo difendere perché basta un attimo di distrazione e tutto ciò a cui tenevi ti può essere portato via.

L’avvertimento che Spielberg lancia ai giovani è quello di stare attenti e prestare attenzione alle cose. Non lasciarsi travolgere dalle false novità, dal bronzo trasformato in oro. Informatevi e consumate tutta la passione che avete per le cose che fate e che vi interessano.

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