Lui invalido, lei disoccupata: costretti a vivere in auto, cercano aiuto (e lavoro)

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Assunta Marcolongo e Gianni Rossetto. Nel riquadro, il loro cagnolino

Un passato recente difficile, culminato in un terribile anno in cui la loro casa è diventata un’auto, dopo lo sfratto ricevuto nel mese di maggio del 2017. E un futuro prossimo che non lascia, fino ad oggi, spiragli di luce migliori. Arriva da Grisignano di Zocco la richiesta di attenzione da parte di una coppia, composta da marito e moglie, persone semplici abituate loro malgrado alle difficoltà della vita, acuite nel loro caso dai tormenti della burocrazia. All’abbandono forzoso dell’appartamento due anni fa è conseguita la cancellazione dall’anagrafe del comune di Camisano, dove vivevano, e l’impossibilità di accedere alle prestazioni del medico di base come conseguenza dell’atto – dovuto – da parte degli uffici.

Questa è la storia di Assunta Marcolongo e Gianni Rossetto: sposati da 35 anni, non hanno figli. Lui, invalido civile al 70%, ha affrontato gravi problemi di salute, tra cui due infarti e altrettanti edemi polmonari. Lei ha perso il lavoro e questo nel giro di poco tempo li ha fatti precipitare in un baratro. L’assegno erogato mensilmente dall’Inps per l’invalidità ammonta infatti ad appena 600 euro: dopo aver pagato l’affitto, quando ancora godevano di un tetto “proprio”, non rimanevano che poche decine di euro per sopravvivere: così, nel giro di poco tempo la mancanza di reddito ha portato all’impossibilità di pagare il canone, fino all’inesorabile sfratto. 59 anni lui, 54 lei, entrambi sono vicentini: l’uomo originario di Monticello Conte Otto e la donna della frazione di Rampazzo, a Camisano Vicentino. Con loro l’inseparabile “Terminator”, un cagnolino meticcio che ha condiviso insieme stenti e sorrisi di chi ha saputo garantirgli affetto, senza abbandonarlo, nonostante tante privazioni e preoccupazioni. E proprio di abbandono, in senso lato ma non troppo, si parla in questa storia.

“Non ci è rimasto che caricare quanto potevamo in auto e parcheggiarla a Colzè, sulle rive del Bacchiglione e dormirci dentro, da accampati per mesi – ci spiega con dignità e un’invidiabile forza d’animo Assunta -. Abbiamo passato anche un inverno, rimanendo lì per quasi un anno, prima di trovare una sistemazione provvisoria. Ora siamo ospiti da alcuni parenti di mio marito a Grisignano di Zocco ma è non una soluzione, presto rischiamo di finire di nuovo in strada. Per questo vogliamo raccontare cosa ci è accaduto, sperando di trovare sostegno e di far riflettere qualche persona”.

Una sistemazione temporanea che rappresenta una parentesi, a tempo determinato. “Da maggio 2018 a maggio 2019 a causa della mancanza di residenza siamo perfino rimasti senza medicine e dottore, ed entrambi abbiamo bisogno delle pastiglie per sopravvivere. Solo una volta ci sono state passate dalla Croce Rossa, poi siamo stati costretti a comprarcele. Ma era impossibile andare avanti così, con la sola pensione di invalidità di mio marito”.

Aiuti da Caritas di Camisano per il sostentamento, con la spesa fornita di tanto in tanto, ne sono arrivati. Un sollievo, certo ma nulla di risolutivo. “E’ più facile che arrivi un becchino che la protezione civile a dare una mano – dice con affilato sarcasmo il marito Gianni, interrompendo per un attimo il racconto della sua compagna di vita. “Ringraziando Dio io non sto male – riprende la donna -, quindi non ho mai ricevuto alcun sussidio di invalidità. Ho cercato e sto cercando lavoro, ma sembra quasi che occorra pagare per trovare un impiego, niente di niente, nonostante le referenze. Sono disposta anche a spostarmi con i mezzi pubblici, in auto invece no perchè siamo stati costretti a disdire l’assicurazione”.

Assunta lancia, quindi, un appello: “ho sempre lavorato e ho versato 20 anni di contributi come operaia nella maglieria e nel metalmeccanico e vorrei trovare un posto di lavoro, posso fare anche le pulizie. Anche mio marito è disposto a lavorare in categoria protetta, siamo iscritti entrambi al centro per l’impiego ma nulla si muove intorno a noi, siamo in stand by. E da troppo tempo”.

“Siamo delusi dalle istituzioni -confida Assunta – questo è sicuro, in particolare dopo che siamo stati cancellati per irreperibilità dal comune di Camisano. Poi, dopo tanti mesi, abbiamo avuto accesso alla residenza nel paese di Grisignano grazie all’interesse dell’ex sindaco Renzo Lotto. Questo ci ha consentito di accedere almeno all’assistenza sanitaria; di recente ho parlato con il suo successore (il sindaco Stefano Lain, n.f.r.) ma la situazione rimane molto sofferta da parte nostra. Se potete, aiutaci”.

Per informazioni e proposte di sostegno o lavoro contattare la redazione di Eco Vicentino all’indirizzo redazione@ecovicentino.it.