Attentato Londra: l’italo-marocchino Zaghba era un sospettato foreign fighter

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Continuano ad emergere dettagli su Youssef Zaghba, l’italo-marocchino coinvolto nell’ultimo attacco terroristico di sabato sera sul London Bridge. Il 22enne, figlio di padre marocchino e madre italiana, a Gennaio fu lasciato inspiegabilmente passare al controllo passaporti dell‘aeroporto londinese di Stansted, malgrado fosse indicato nel sistema di Schengen come un potenziale “foreign fighter”.  Youssef Zaghba era infatti stato segnalato dalle autorità italiane nel marzo 2016, dopo essere stato fermato all’aeroporto di Bologna mentre cercava di partire per la Turchia e raggiungere poi la Siria.
Aveva con sé solo un piccolo zaino, il passaporto e un biglietto di sola andata, circostanze sospette che, insieme alla rotta aerea per Istanbul, ne fecero disporre il fermo per accertamenti. Dopo gli approfondimenti, fu disposto dalla Procura il sequestro del passaporto, del cellulare e del pc a casa, dove fu fatta anche una perquisizione. Poiché non emersero elementi particolari, il giovane fu poi rilasciato, ma rimase constantemente monitorato dai servizi italiani, che nonostante il proscioglimento, l’avevano comunque inserito nelle liste delle persone a rischio.
“Noi abbiamo le carte e la coscienza a posto” ha dichiarato il capo della polizia italiana Franco Gabrielli, in merito alle polemiche nate dopo che si è scoperto che Zaghba, nonostante le segnalazioni dall’Italia all’Inghilterra, è riuscito ad eludere inspiegabilmente i controlli all’aeroporto londinese di Stansted.
Intanto, sempre nell’ambito delle indagini sull’attacco terroristico di sabato sera nella capitale britannica, la polizia londinese ha arrestato in mattinata un uomo di 30 anni a Ilford, dopo la perquisizione di un’abitazione nel quartiere dell’est di Londra dove vivevano almeno due dei terroristi del London Bridge. L’uomo e’ sospettato tra l’altro di istigazione al terrorismo.
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