Manchester, tensione alle stelle: raid e fermi in città

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Tra i tanti interrogativi dopo l’attacco di Manchester, si fa strada una prima e inquietante certezza: il kamikaze che ha ucciso 22 persone all’Arena, dopo il concerto di Ariana Grande, non ha agito da solo. Lo ha reso noto il ministro degli Interni britannico Amber Rudd dopo che ieri la premier Theresa May aveva affermato che la polizia stava investigando sulla possibilità che ci fosse un gruppo di più persone dietro l’attacco.

Salman Abedi, il 23enne che si è fatto esplodere nel foyer del teatro, sarebbe esclusivamente l’esecutore dell’attentato ma ci potrebbe essere un suo complice esperto di bombe che ha realizzato l’ordigno. Quella di oggi è stata, intanto, una nuova giornata ad alta tensione con arresti e perquisizioni in città: attorno all’ora di pranzo nel centro di Manchester è scattato un raid della polizia, al quale hanno preso parte le forze speciali antiterrorismo.
Sono quattro in tutto le persone finite in manette al momento. Tra loro anche il fratello del kamikaze, che si chiama Ismail Abedi. Il fermo è stato compiuto nella zona di Chorlton, non lontano dall’abitazione di Ismail. Un curriculum online lo definisce come esperto informatico che ha lavorato per il Manchester Islamic Centre, il centro islamico della moschea di Didsbury frequentata dalla famiglia Abedi.
Il governo inglese in queste ore ha schierato mille soldati britannici, inizialmente solo a Londra, dopo l’allerta massima antiterrorismo seguita alla strage di Manchester. Non è stato avviato un dispiegamento di militari anche a Manchester.
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