Alluvione tra Tibet e Nepal: centinaia di morti e dispersi

165 vittime, 1300 dispersi. Sono i numeri – purtroppo provvisori e destinati a diventare ancora più spaventosi – della devastante alluvione che ha colpito ieri il nord del Nepal, al confine con la regione cinese del Tibet. Una massa d’acqua fuori scala ha spazzato via interi villaggi, almeno una centrale idroelettrica e numerosi ponti.

E’ questione di secondi. Le immagini registrate da una telecamera di sorveglianza alla dogana di Gyirong – il principale valico commerciale che da Kathmandu porta verso il Tibet – mostra una nuvola grigia alta più di tutti gli edifici costruiti dall’uomo che porta via ogni cosa. Sembra vapore, ma è acqua, fango, rocce. Saltano i tombini, gli autobus vengono spinti indietro, uno contro l’altro. Per aria volano pietre grandi come motociclette. Il grigio dell’onda sommerge tutto. Non c’è salvezza possibile.

Sulle cause ci sono molte ipotesi. Al momento quella più accreditata – certificata anche dall’Usgs, l’Istituto di geologia statunitense –  parla di un ghiacciaio che si è spezzato in due per le temperature elevate. La massa di ghiaccio è scivolata in basso provocando una valanga che ha bloccato il corso del fiume Bhote Koshi. Il geologo canadese Dan Shugar ha notato ieri mattina su immagini satellitari che la porzione più bassa di un ghiacciaio a 5.200 metri era precipitata a valle per 4mila metri. Lì avrebbe creato una diga che ha trattenuto per qualche ora un’enorme massa d’acqua.A quel punto la frana ha ceduto liberando la sua forza distruttrice.

Tanti i turisti stranieri dispersi. Oltre cento gli indiani irrintracciabili. Al momento sono il gruppo più numeroso dei 466 stranieri segnalati come dispersi da 26 Paesi. C’è un numero imprecisato di cinesi, 45 americani, 33 britannici, olandesi, tedeschi, francesi, messicani, brasiliani. Dei 90 italiani registrati dalla Farnesina in Nepal o in Tibet solo due erano nell’area colpita dall’inondazione. Per fortuna erano in una posizione elevata con la loro guida e non hanno subito danni. Si sta cercando di evacuarli.

Finora i soccorritori hanno tratto in salvo 104 persone, principalmente nelle aree di Rasuwa, Nuwakot e Dhading. Le squadre di ricerca hanno ripreso le operazioni nelle prime ore di questa mattina. Cina e Corea del Sud hanno mandato squadre di soccorritori, mentre gli Stati Uniti hanno stanziato mezzo milione di dollari in aiuti per il Paese colpito.