Terremoto in Venezuela: sale il numero di vittime e dispersi. L’Italia invia aiuti

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Numeri destinati drammaticamente a salire quelli del bilancio della doppia scossa di terremoto (7.2 e 7.5 sulla scala Richter) che ha messo in ginocchio il Venezuela. Secondo un sito di ricerca sarebbero oltre 50.000 le persone disperse. Il sito permette alle persone di condividere i dettagli e l’ultima posizione dei propri cari, nella speranza di contribuire alle operazioni di ricerca e soccorso in tutto il paese.

Le vittime accertate al momento sono 235 tra cui un italo-venezuelano. Oltre 4.300 i feriti. In molte zone del Paese si continua a scavare anche a mani nude per estrarre superstiti da sotto le macerie, in attesa dell’arrivo degli aiuti internazionali. Gli Stati Uniti hanno garantito aiuti per 150 milioni di dollari nonché l’invio di navi militari e aerei per facilitare le operazioni di soccorso, rese difficili dalla carenza di personale e dai problemi infrastrutturali causati dal sisma.

Aiuti dall’Italia. Dall’aeroporto di Pratica di Mare parte la missione del governo italiano per il Venezuela, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con il ministero degli Esteri e i vigili del fuoco. Il team, composto da 97 persone tra sanitari, soccorritori e funzionari dell’unità di crisi della Farnesina, raggiungerà l’area colpita dal terremoto a bordo di un velivolo messo a disposizione dell’Aeronautica Militare per offrire sostegno alla popolazione venezuelana e aiutare nella ricerca dei dispersi sotto le macerie. “La situazione è molto complessa, simile al terremoto in Turchia o in Nepal. La prima cosa che faremo è prendere contatti con le autorità locali per capire le esigenze operative – spiega Ciro Bolognese, team leader del modulo Usar dei vigili del fuoco -, sicuramente ci dedicheremo al soccorso e ricerca in maceria per tentare di salvare vite umane”. I 25 esperti del Modulo Usar Ita-02, saranno inoltre affiancati da 2 tecnici per la valutazione dello scenario emergenziale, 12 operatori del modulo Tast (Technical Assistance and Support Team), dedicati al supporto logistico e cartografico della base operativa sul campo, e 2 specialisti Co.Em. (Comunicazione in Emergenza) per il coordinamento del flusso comunicativo.

La comunità italiana in Venezuela. Gli italiani presenti nel Paese sono circa oltre 140mila e solo a Caracas sono oltre 65mila, 3mila invece gli italiani che vivono nell’area attorno all’epicentro del terremoto . “C’è una situazione complicata – spiega Maria Teresa Del Re, consigliera dell’Unità di crisi della Farnesina -, le operazioni di ricerca e soccorso vanno avanti lentamente. Sia l’unità di crisi che il consolato stanno ricevendo da ieri numerose telefonate da parte di nostri connazionali che vivono lì. Si tratta di una situazione molto fluida”. La consigliera ha confermato il decesso di una persona italo-venezuelana, ma – ha spiegato – non si esclude la possibilità che ci siano altre vittime italiane “vista l’entità del sisma”.