Usa, il direttore dell’Intelligence Coats: “Allarme rosso sui cyberattacchi”

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Nuovo allarme sulla minaccia di cyberattacchi. Il direttore della National Intelligence americana, Dan Coats, afferma che la situazione è a un “punto critico”, paragonando i “segnali d’allarme” a quelli che precedettero l’11 settembre. “Il sistema lampeggia. Oggi l’infrastruttura digitale che serve il nostro Paese è letteralmente sotto attacco”, ha spiegato ancora Coats. “Fu nei mesi precedenti all’11 settembre che, stando all’allora direttore della Cia George Tenet, il sistema lampeggiò rosso. E quasi due decenni dopo, sono qui a dirvi che l’allarme rosso lampeggia nuovamente”.

Coats ha quindi fatto riferimento a Russia, Cina, Iran e Corea del Nord, fra coloro che “continuano nei loro sforzi per minare la nostra democrazia”, descrivendo la Russia come “l’attore straniero più aggressivo, senza dubbio”.
Paesi che ogni giorno, ha detto, “si introducono nelle nostre infrastrutture digitali e conducono una gamma di cyber-intrusioni e attacchi contro obiettivi negli Stati Uniti”.

“Nonostante i dinieghi del Cremlino, ha detto Coats, le persone affiliate all’Agenzia di ricerca su Internet di San Pietroburgo continuano a creare account sui social media per mascherarsi da americani. Gli attori del governo russo hanno anche preso di mira le imprese, i governi statali e locali, le infrastrutture critiche e i settori manifatturieri”, ha detto.

Jim Banks della Camera dei Rappresentanti per lo stato dell’Indiana, ha twittato che l’avvertimento di Coats “evidenzia perché è vitale per il presidente Trump affrontare Putin la prossima settimana”.

Mentre il senatore dell’Indiana Joe Donnelly, venerdì scorso, si è unito ai principali democratici del Congresso che hanno chiesto a Trump di cancellare il suo incontro con Putin. Donnelly ha detto che “gli sforzi per indebolire le nostre elezioni, attaccare le infrastrutture critiche degli Stati Uniti e agire come forza destabilizzante all’estero non saranno tollerati”.

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