Andrea Pucci rinuncia alla co-conduzione di Sanremo

Il comico Andrea Pucci ha rinunciato alla co-conduzione della terza serata del Festival di Sanremo 2026, dopo le polemiche esplose in seguito alla sua designazione da parte del direttore artistico Carlo Conti. La decisione è stata comunicata con un lungo post su Instagram, poi rimosso, nel quale il comico ha spiegato di averricevuto insulti e minaccerivolti anche alla sua famiglia.

Nel suo messaggio, Pucci ha parlato di un’“onda mediatica negativa” che avrebbe alterato il rapporto di fiducia con il pubblico. “Gli insulti, le minacce e gli epiteti ricevuti in questi giorni sono incomprensibili e inaccettabili”, ha scritto, spiegando di aver scelto di fare un passo indietro perché non sussistono più i presupposti per svolgere serenamente il suo lavoro. “Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe più esistere”, ha aggiunto, respingendo le accuse di omofobia e razzismo.

Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso pubblicamente solidarietà all’artista definendo “inaccettabile” il clima di intimidazione che si è creato attorno a lui.

A difesa del comico sono intervenuti diversi esponenti della Lega. La vicesegretaria Silvia Sardone ha parlato di una gogna mediatica nei confronti di un artista molto amato dal pubblico e denunciando un attacco ideologico. Sulla stessa linea il leader del partito Matteo Salvini, che sui social ha scritto: “Io sto con Andrea Pucci. Evviva la libertà di pensiero, di parole e di sorriso”, pubblicando anche una foto del comico.

Il Codacons invece, ha giudicato corretta la rinuncia. Secondo l’associazione, la scelta iniziale sarebbe stata inopportuna e l’errore sarebbe da attribuire alla Rai e alla direzione artistica. “Battute omofobe, sessiste o razziste, anche se inserite in un contesto comico, rischiano di lanciare messaggi sbagliati, specie a un pubblico giovane”, ha affermato il Codacons.