Covid, in Italia si discute sull’uso esteso del Green pass. Italiani bloccati a Dubai e in Grecia per focolai

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...

La pandemia di coronavirus non è finita. Anzi, il rischio che si presentino nuove varianti ancora più pericolose è concreto. A lanciare l’avvertimento è l’Oms, proprio quando la Gran Bretagna registra un nuovo  picco di casi di Covid, il livello più alto da gennaio.

In Italia ad animare il dibattito politico (e non solo) è il Green pass con le circostanze della sua obbligatorietà. La variante Delta avanza alimentando i timori legati ad una risalita dei contagi che già nel mese di luglio ha conosciuto percentuali di crescita importanti. Una delle ipotesi, che sarà probabilmente valutata in occasione della cabina di regia in programma a inizio della prossima settimana, è quella di estendere l’obbligatorietà del certificato verde per l’accesso ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Resta esclusa però, almeno per il momento, l’ipotesi di un utilizzo del Green pass sul modello francese che ne prevede l’obbligatorietà per poter accedere a quasi tutte le attività sociali e pubbliche.

Il coronavirus mette intanto a repentaglio anche vacanze studio, soggiorni all’estero e rientri in Italia.
A Dubai è scoppiato un maxi focolaio di 200 persone dopo il riscontro di 11 positivi e ora sono citca 300 i ragazzi bloccati nella città negli Emirati Arabi Uniti. Quindici adolescenti, invece, sono bloccati sull’isola greca di Ios, perché in cinque hanno contratto il Covid. Solo la settimana scorsa, a Malta, altri 150 italiani sono stati sottoposti a una quarantena forzata a causa di un altro focolaio. Un susseguirsi di espisodi che ha reso necessario l’intervento della Farnesina. “Ogni spostamento – scrive il Ministero degli Esteri in una nota – comporta rischi sanitari”.