Decreto Autovelox: sono scattate le nuove regole

Nel testo si legge che il provvedimento definisce “le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione del prototipo, della taratura e delle verifiche di funzionalità dei dispositivi”. Gli obiettivi sono quelli di stabilire delle regole omogenee e mettere fine al caos sollevato dalla sentenza con cui la Corte di Cassazione aveva stabilito che le multe per eccesso di velocità partite da un autovelox non omologato fossero illegittime. La distinzione tra le due procedure, omologazione e approvazione, aveva aperto la strada a un'ondata di ricorsi da parte degli automobilisti. D'ora in avanti i rilevatori non potranno essere solamente approvati, ma dovranno superare un rigoroso processo di omologazione. Una volta certificati, questi autovelox potranno essere usati per sanzionare chi supera i limiti di velocità.
Al momento, 850 dispositivi non omologati presenti in tutta Italia sono stati disattivati e per tornare operativi dovranno essere sottoposti ai controlli previsti per legge. Continuano invece a rimanere attivi, in quanto conformi alla normativa, circa 3.150 dispositivi.
Per essere omologato l'apparecchio deve essere in grado di: registrare il passaggio del 90% dei veicoli, garantire un'accuratezza pari o superiore al 95% nell'attribuire la velocità al veicolo in moto tale da evitare evitare contestazioni quando due auto viaggiano affiancate, garantire una lettura delle targhe con una precisione del 95% e classificare correttamente il mezzo. Ogni anno l'autovelox sarà sottoposto a verifiche di taratura. Se non le passa, verrà spento. I margini di tolleranza sono piuttosto ristretti. Lo scarto deve stare sotto 3 km/h per velocità fino a 100 km/h; oltre quella soglia, non si può superare il 3%.
Inoltre, le multe per eccesso di velocità basate su rilevazioni di dispositivi ritenuti non conformi alla legge sono illegittime. Per capire se la sanzione ricevuta è valida o meno, l'automobilista farà bene a controllare il verbale e consultare il sito del Mit (o in alternativa quello del Comune in cui è stato multato) per verificare se l'apparecchio è in regola. Se non trova informazioni utili potrà richiedere un accesso agli atti. Se dalle verifiche viene fuori che la taratura è scaduta, la sanzione sarà contestabile e il conducente potrà presentare ricorso (al prefetto, entro 60 giorni dalla notifica; al giudice di pace entro 30 giorni).