Morte Satnam Singh, Lovato condannato a 16 anni di carcere

Cosa accadde. Nell’estate del 2024, dopo un incidente sul lavoro nelle campagne pontine, Lovato portò Singh – gravemente ferito e con un braccio tranciato – davanti casa a bordo di un furgone. Il braccio amputato era stato poggiato in una cassetta per la frutta. Lovato lo lasciò lì, invece di chiamare i soccorsi. Satnam è morto nei giorni successivi: inutili le cure in ospedale. La Procura aveva chiesto 22 anni di carcere. Satnam Singh rimase gravemente ferito dopo che un macchinario artigianale avvolgi-plastica per meloni gli tranciò un braccio. Invece di allertare immediatamente i soccorsi, Lovato lo avrebbe accompagnato e lasciato davanti alla casa, dove il lavoratore viveva. Un comportamento che, secondo la Procura di Latina, contribuì in modo determinante al decesso del bracciante.
Per Lovato è scattata anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, interdizione legale durante l’esecuzione della pena e la condanna al risarcimento dei danni alle parti civili, con provvisionali immediatamente esecutive fino a 120mila euro. La Corte, riconosciute le circostanze attenuanti generiche, ha inoltre condannato Lovato al pagamento delle spese processuali e di custodia cautelare.
Gli fa eco la sindaca del capoluogo pontino Matilde Celentano: “Quella di oggi è una data storica perché, finalmente, è stata fatta giustizia su un caso che ha sconvolto la città di Latina e tutto il Paese. Dopo due anni dalla tragica morte di Satnam, è infatti arrivata la condanna per la terribile tragedia avvenuta nell’azienda in cui lavorava. Contestualmente, è stata accolta la richiesta di risarcimento dal Comune di Latina costituitosi parte civile, da liquidazione in separata sede”.