Delitto di Sharon Verzeni, ergastolo per Sangare: uccise “per noia”

Omicidio Sharon Verzeni. Ergastolo per Moussa Sangare, il 31enne di origini maliane che uccise la 33enne a Terno d’Isola (Bergamo) la notte tra il 29 e il 30 luglio del 2024. La Corte d’Assise di Bergamo, presieduta da Patrizia Ingrascì, ha accolto le richieste del pm Emanuele Marchisio che, nel corso della requisitoria di questa mattina, ha chiesto “una condanna senza sconti” per l’imputato, ritenendo sussistenti le aggravanti di premeditazione, futili motivi e minorata difesa della vittima.

Un delitto “per noia”, commesso da “un narciso che ha voluto uccidere per provare un’emozione forte” l’aveva definito il pm Marchisio e i giudici della Corte d’assise di Bergamo gli hanno dato ragione comminando la massima pena a Sangare per aver ucciso a coltellate Sharon Verzeni mentre stava facendo jogging nelle vie di Terno d’Isola. Cinque le coltellate inflitte da Sangare alla giovane, tutt’altro che incapace di intendere e di volere e anzi, per Marchisio, “scaltro” anche dopo il delitto, pere depistare le indagini, seppellendo il coltello usato e cambiando i pezzi della sua bicicletta per cercare di rendersi irriconoscibile, tagliandosi anche i capelli.
Inascoltato il tentativo dell’avvocata Tiziana Bacicca, legale del 31enne di origine maliana, di contestare il risultato delle indagini e dimostrare l’estraneità del suo assistito rispetto a quella che il pm Marchisio ha definito “una vita spezzata per capriccio”. L’avvocato ha quindi annunciato il ricorso in appello.

Del resto lo stesso Sangare aveva confessato due volte, davanti al pm e al gip per poi ritrattare raccontando di essere solo stato testimone dell’omicidio della ragazza di 33 anni, ma i giudici non gli hanno creduto. Anche perché già dall’autopsia, dai risultati del Dna e dalle analisi delle telecamere come spiega l’avvocato Lugi Scudieri, difensore di parte civile della famiglia di Sharon, “non è rimasto più alcun dubbio né sulla colpevolezza di Moussa Sangare, né nella ricostruzione della vicenda”. “Sangare – ha detto Scudieri – ha scelto volontariamente di essere un assassino e un uomo pericoloso. Non si può spezzare la vita di una giovane donna solo per dare sfogo ai propri istinti antisociali”.

Le lacrime dei familiari dopo la sentenza. Sergio Ruocco, compagno di Sharon, i genitori e i fratelli della giovane donna uccisa, si sono abbracciati alla lettura della sentenza: “Abbiano confidato fino all’ultimo che l’imputato riconoscesse il suo efferato delitto – ha detto la sorella Melody -. Questo purtroppo non è successo e ciò non fa altro che aumentare la sua pericolosità. Auspichiamo che il tempo concessogli possa almeno fargli capire il male che ha commesso”. “Ringraziamo – ha proseguito – la Corte d’assise per il giudizio giusto e obiettivo pronunciato con questa sentenza. Non ci dimenticheremo del lavoro svolto dal pubblico ministero, dai carabinieri, di quanti hanno lavorato per fare emergere la verità”. “Una ultima cosa la diciamo a Sharon: sarai sempre viva nei nostri cuori, con noi tutti i giorni” ha concluso.