Ilva: i lavoratori incrociano le braccia per 4 ore

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Sciopero nelle prime quattro ore del primo turno dei lavoratori diretti dell’Ilva e dell’appalto in concomitanza con il nuovo vertice al Mise per discutere dei piani industriali presentati dalle due cordate interessate a rilevare l’azienda, che prevedono migliaia di esuberi. Lo ha deciso il Consiglio di fabbrica dopo un’assemblea nello stabilimento di Taranto.
I sindacati “respingono con forza – spiegano in una nota congiunta Fim, Fiom, Uilm e Usb – i numeri degli esuberi presentati da entrambe le cordate nei loro piani che risultano così non negoziabili” e “si dichiarano indisponibili a negoziare sui piani industriali presentati, che vanno riscritti garantendo salute, ambiente, occupazione e salari”.
Si ribadisce poi “la necessità di costruire una piattaforma rivendicativa che preveda il coinvolgimento della città”. “Ambiente, salute e lavoro sono – aggiungono i sindacati- imprescindibili per il rilancio di Ilva e della provincia ionica già fortemente in crisi”. A fronte della convocazione di domani al Mise, i sindacati invitano i lavoratori all’unità chiedendo agli stessi la massima partecipazione allo sciopero.
Fonti del Ministero assicurano però che “nessun lavoratore” dell’Ilva “sarà licenziato e/o lasciato privo di protezione” e “tutti i lavoratori non assunti dall’acquirente rimarranno in capo all’amministrazione straordinaria per la durata del programma e potranno essere impiegati nelle attività di decontaminazione eseguite dalla procedura”. Le fonti precisano anche che i numeri dei tagli previsti nell’offerta presentata da Am Investco sono “suscettibili di miglioramento, per espressa dichiarazione di disponibilità dell’offerente”.
“La differenza tra la situazione attuale e quella post-acquisizione sarebbe – si sottolinea – di circa 2.400 persone in più in cassa integrazione. L’offerta di AM Investco prevede l’assunzione di 9.407 lavoratori, mentre resterebbero in cassa integrazione nell’amministrazione straordinaria 4.813 persone”. “Tale offerta è suscettibile di miglioramento, per espressa dichiarazione di disponibilità dell’offerente e sarà oggetto di un confronto con i sindacati nella trattativa per il raggiungimento dell’accordo sindacale. Tale accordo è condizione sospensiva per il trasferimento all’acquirente dell’azienda”.
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