Italia nel mirino degli hacker, sotto attacco l’università La Sapienza e gli Uffizi di Firenze

L’Italia nel mirino degli hacker. Da giorni sono sotto attacco il più antico ateneo della capitale e il più grande d’Europa, l’Università La Sapienza di Roma, e la Galleria degli Uffizi di Firenze, tra i musei più famosi e visitati al mondo. Attacchi che si sono registrati anche mentre erano in corso le cerimonie di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina, con altre ondate di attacchi diretti a colpire siti collegati all’evento. In particolare, contro le pagine legate ai giochi olimpici sono stati condotti attacchi di tipo Ddos (Distributed denial of service) che mirano a bloccare i siti inondandoli di richieste d’accesso.

Già nei giorni scorsi il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva rivelato che hacker russi si erano resi protagonisti di attacchi di questo tipo, che comunque non hanno fatto registrare danni significativi. Per bucare i siti de La Sapienza e Gallerie degli Uffizi è stato invece usato un ransomware, e dunque la modalità di attacco che contiene una richiesta di riscatto e ha conseguenze più pesanti. Secondo le informazioni in possesso di chi indaga, sono diversi i gruppi responsabili degli attacchi. L’azione contro il museo fiorentino, a quanto si apprende, porterebbe la firma di un gruppo noto come Medusa, negli ultimi anni protagonista di estorsioni ai danni di aziende e infrastrutrture critiche. Degli Uffizi è stato colpito il server amministrativo. Le indagini sono cominciate immediatamente, con il supporto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

A poche ore dal cyberattacco contro gli Uffizi a Firenze, è stato colpito l’ateneo romano, preso di mira in modo massiccio. Dopo diversi giorni, infatti, il sito non è ancora raggiungibile. Da lunedì scorso studenti e professori sono impossibilitati a svolgere ogni attività digitale, come fossero improvvisamente stati catapultati negli anni prima della diffusione di internet, con esami e voti appuntati faticosamente su carta, aiutandosi con passaparola vari. In queste ore i tecnici dell’ateneo, supportati da quelli dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, hanno azzerato i server compromessi e ricaricato il backup dei dati. Per capire se questi ultimi sono stati esfiltrati, danneggiati o persi bisognerà aspettare la fine delle operazioni. E, per il ripristino completo delle fuzionalità si stima servirà addirittura una decina di giorni. Anche gli autori di questo attacco sembra siano di area russofona. La Procura di Roma ha annunciato l’avvio di una indagine.