Trovato il corpo della donna uccisa dal nipote nel Veneziano

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È stato trovato dai Vigili del fuoco il corpo di Chiara Guerra, 53 anni e insegnante presso le scuole medie cittadine, uccisa dal nipote reo confesso. Il corpo della donna è stato rinvenuto ad alcuni chilometri di distanza dal luogo in cui il nipote aveva detto di averlo gettato. Questo perchè la corrente lo aveva trascinato ben oltre il canale Malgher. Il ritrovamento da parte dei vigili del fuoco, infatti, è avvenuto nelle acque del fiume Lemene, in località Settesorelle, non lontano da una aviosuperficie. Il corpo ripescato della 53enne è in condizioni integre. Sono state notate varie ferite da taglio. Il coltello usato per il delitto non è ancora stato trovato, ma il ragazzo ha confessato di averlo gettato in acqua assieme al cellulare della zia. Si cercano l’arma del delitto e il telefono cellulare della vittima.

La ricerca della 53enne è durata tre giorni. Questa mattina dalle 8.45 erano stati messi in campo droni ed elicotteri per la perlustrazione dall’alto della zona di San Stino di Livenza, in provincia di Venezia, e i reparti Saf e dei sommozzatori per scandagliare il canale Malgher. Corso d’acqua battuto da quando il nipote 17enne della donna ha confessato agli investigatori di aver ucciso la parente e di aver gettato il suo corpo proprio nel canale.

I fatti. In merito a quanto riferito dagli inquirenti il giovane avrebbe colpito mortalmente la zia con un coltello e avrebbe poi trasportato con una carriola il suo cadavere fino al canale, dove l’avrebbe gettato. La donna avrebbe anche provato a difendersi: gli investigatori avrebbero infatti riscontrato dei graffi sulle braccia e sul volto del ragazzo, segni che sarebbero compatibili con un possibile tentativo di difesa della vittima durante l’aggressione. Il ragazzo avrebbe inoltre una mano fratturata.

Il movente dell’omicidio, che sarebbe avvenuto nella giornata di giovedì 12 giugno, sarebbe legato a dissidi familiari. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi sarebbero infatti tensioni familiari riconducibili a questioni ereditarie.

Il ragazzo, nelle ore successive all’omicidio si sarebbe finto sconvolto andando in giro per il paese chiedendo se qualcuno avesse visto la parente. A far svoltare le indagini successivamente è stato lo stesso nipote che, messo sotto torchio dagli inquirenti, ha confessato di averla uccisa.