Nave Diciotti: individuati 4 presunti scafisti

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I migranti nella nave Diciotti

Sono stati individuati quattro presunti scafisti a bordo della nave Diciotti. La polizia in serata ha eseguito 4 decreti di fermo nei confronti di tre cittadini egiziani e di uno del Bangladesh, ritenuti i presunti scafisti che hanno condotto l’imbarcazione con a bordo gli immigrati poi soccorsi dalla Diciotti e sbarcati in Sicilia dopo un lungo braccio di ferro con l’Ue per la loro redistribuzione. Ieri la risoluzione dello stallo.

Un centinaio saranno accolti dalla Chiesa Italiana, altri 40 saranno distribuiti tra Albania e Irlanda.

Ai quattro presunti scafisti, vengono contestati associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, violenza sessuale e procurato ingresso illecito. Per i migranti quello di ieri è stato il loro primo giorno a terra, a Messina, dopo quasi due settimane di navigazione.I migranti della Diciotti accolti dalla Chiesa saranno “integrati”, ha detto ieri Papa Francesco nella conferenza stampa sul volo di ritorno da Dublino. “Integrazione come condizione per accogliere”, è la via da seguire per Bergoglio che chiede di non respingere chi arriva: “Ho visto in un video che cosa succede a coloro che sono mandati indietro. E’ doloroso, agli uomini praticano torture. Mandarli indietro? Si deve pensare bene, bene, bene”.

Papa Francesco ha poi risposto con una battuta parlando della soluzione del caso Diciotti: “Io non ho messo lo zampino”, “lo zampino lo mette il diavolo”. “Quello che ha fatto il lavoro col ministro dell’Interno e stato padre Aldo Buonaiuto e la Conferenza Episcopale. Il cardinale Bassetti era qui ma per telefono guidava” l’operazione e “padre Maffeis negoziava con il ministro”.

I migranti che saranno accolti dalla conferenza andranno nel centro di accoglienza straordinaria Mondo Migliore a Rocca di Papa. Ma ad attivarsi subito sono state anche le singole diocesi. Le prime a dirsi disponibili sono state Brescia, Bologna e Agrigento. La risposta delle parrocchie è stata “generosa e spontanea”, ha assicurato la Cei. A coordinare l’operazione la Caritas.

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