Omicidio Ilaria Sula, ergastolo a Samson in primo grado

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La Corte d’Assise di Roma ha condannato in primo grado all’ergastolo Mark Antony Samson, il giovane che il 25 marzo 2025 uccise a coltellate llaria Sula, studentessa 22enne, e gettò il cadavere – chiuso in un sacco – da un dirupo. L’imputato, reo confesso, era accusato di omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi, della relazione affettiva con la vittima e di occultamento di cadavere.

L’aggressione avvenne nell’appartamento di Samson in via Homs, a Roma. Dopo averla colpita, il giovane si liberò del corpo – anche grazie all’aiuto della madre che ha patteggiato una pena a due anni per concorso in occultamento – mettendolo in una valigia e scaraventandolo in un dirupo nella zona di Capranica Prenestina, dove venne ritrovato il 2 aprile dopo una settimana di ricerche.

Il commento del padre di Ilaria Sula: “È stata fatta giustizia ma l’ergastolo vero ce lo abbiamo noi, io e mia moglie. Lui ancora respira, mia figlia non respira più. È un momento importante per la giustizia, io ho sempre avuto fiducia nella giustizia e non sono stato abbandonato”, ha affermato Flamur Sula dopo la lettura della sentenza nell’aula bunker di Rebibbia.

Secondo la pm Maria Perna non è stato un delitto d’impeto e Samson non si è mai pentito: “Questo non è stato un delitto di impeto e Samson non si è mai pentito per quanto compiuto continuando a pensare che Ilaria Sula meritasse quella fine”, ha affermato oggi in aula la pm nel corso delle repliche, aggiungendo: “Ho ancora presente quel cadavere nel dirupo e le condizioni in cui era. Samson non ha mai detto la verità e ha continuato a mentire per non ammettere la premeditazione del delitto”. La pm Maria Perna sottolinea inoltre che Samson è un soggetto abituato a mentire, manipolatore, ipocrita. “Aveva intrappolato Sula in una relazione, aveva il controllo della sua vita e l’omicidio è stato un massacro”.

La Procura di Roma lo scorso 19 maggio aveva chiesto la condanna all’ergastolo per Samson. Nel corso della requisitoria i pm hanno detto che l’omicidio di Ilaria Sula “è stato programmato ed eseguito con freddezza”. “Samson ha convocato Ilaria in un agguato, in casa di lui. Ilaria è stata stordita a pugni e poi accoltellata”, ha spiegato il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, aggiungendo che il giovane “non ha avuto alcuna pietà mentre la colpiva a pugni e poi l’ha accoltellata. Non ha avuto pietà di lei quando l’ha buttata via come un rifiuto. Non ha avuto pietà di Ilaria perché dopo averla uccisa l’ha denigrata e offesa. Non ha avuto pietà quando dopo l’omicidio è andato a mangiare una piadina”.


Il 23 giugno scorso gli avvocati difensori di Samson avevano sottolineato come, a loro giudizio, non sussistano le aggravanti
contestate dalla Procura di Roma, in particolare quella della premeditazione: “Samson è indubbiamente colpevole e deve pagare – ha detto uno dei legali – ma il suo è stato un delitto d’impeto, legato a una rabbia collerica scoppiata nella sua mente già intossicata”.  I difensori di Samson hanno anche chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche connesse “all’età, all’incensuratezza, ma anche perché ha cercato di fornire elementi utili a ricostruire questa tragica vicenda”.