Omicidio Yara. Oggi verdetto d’appello. Bossetti: “Poteva essere figlia di tutti noi”

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Oggi è il giorno della sentenza d’Appello del processo per l’omicidio di Yara Gambirasio dove l’unico imputato è Massimo Bossetti. L’uomo oggi ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee, in cui ha rivolto un “sincero pensiero” alla vittima. “Il mio primo pensiero va a Yara, unica vera vittima di questa tragedia. Una bambina che amava la vita e che potrebbe essere mia figlia, la figlia di tutti noi. Neppure un animale avrebbe usato tanta crudeltà“. Queste le parole di Massimo Bossetti che ha poi ribadito: “quel Dna non è mio, non sono io l’assassino”.
Massimo Bossetti ha quindi detto di essere vittima “del più grande errore giudiziario di tutta la storia”. Il muratore ha anche stigmatizzato il modo con cui fu arrestato: “C’era necessità di scomodare un esercito e umiliarmi davanti ai miei figli e al mondo intero?”. Ha poi aggiunto che, quando fu fermato nel cantiere in cui lavorava (e i momenti del fermo furono filmati) si sentì “una lepre che doveva essere sbranata da innumerevoli cacciatori”.
Il verdetto della Corte d’assise d’appello di Brescia è atteso in giornata. I giudici si sono riuniti in camera di consiglio e il presidente Enrico Fischetti non ha dato tempi per la decisione. “Non abbiamo limiti“, ha detto in aula.
Il verdetto potrebbe confermare la sentenza di ergastolo, o potrebbe esserci una riforma parziale del primo grado, assoluzione oppure perizia sul Dna, la traccia mista trovata su slip e leggings della 13enne attribuita a Ignoto 1 poi identificato in Bossetti.
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