Papa Leone XIV nella Terra dei Fuochi

“Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall'inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente” le prime parole di Leone XIV al suo arrivo nella cattedrale di Acerra, dove ha incontrato i familiari delle vittime della “terra dei fuochi”.
Rivolgendosi ai fedeli, Papa Prevost ha poi sottolineato che “il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l'ambiente naturale e sociale, è un grido che chiede conversione!”. Il pontefice ha poi ricordato che il suo predecessore, Papa Francesco “avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di Terra dei fuochi, ma non gli fu possibile”. “Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l'Enciclica Laudato sì ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra”, ha aggiunto Leone XIV che ha ascoltato dal vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, il lungo elenco delle ultime giovani vittime dell'inquinamento ambientale.
“Negli ultimi 30 anni solo ad Acerra sono morti 150 tra ragazzi e giovani, senza contare gli adulti” ha sottolineato il vescovo che ha poi aggiunto “Dobbiamo la verità alle vittime della Terra dei fuochi”.