Sgombero migranti a Roma.”Rompete braccia”, questura indaga agente

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Dopo gli scontri  durante lo sgombero dei migranti a Roma in zona Termini, a scatenare maggiormente la polemica è una frase di un funzionario di polizia rivolta ai suoi uomini (impegnati e a placare i disordini) che spinge la questura di Roma ad aprire un’indagine formale sull’episodio.
“Questi devono sparire, peggio per loro. Se tirano qualcosa spaccategli un braccio”. La breve conversazione, ripresa in un video finito su tutti i siti, mostra un gruppo di agenti in divisa e in borghese, armati di manganelli, che in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, cercano i giovani eritrei che si sono allontanati dopo gli scontri. “Nun c’arivamo, dott”, gli risponde un poliziotto. “C’arivamo, c’arivamo – dice il funzionario, non inquadrato chiaramente nelle immagini -. Se spariscono… stiamo uniti per, eh!”.
“La frase pronunciata in piazza grave, quindi avrà delle conseguenze. Abbiamo avviato le nostre procedure interne e non si faranno sconti. Questo deve essere chiaro. Ma ritengo altrettanto grave che l’idrante e le frasi improvvide pronunciate durate la carica diventino una foglia di fico”. Lo afferma, in un’intervista a Repubblica, il capo della Polizia Franco Gabrielli, secondo cui gli scontri s potevano evitare. “La gravità di quello che successo in piazza non può diventare un alibi per coprire altre responsabilità, altrettanto gravi. E non della Polizia”, ma “di chi ha consentito a un’umanità varia di vivere in condizioni sub-umane nel centro della capitale. E dunque che si arrivasse a quello che abbiamo visto oggi”, evidenzia Gabrielli. “Due anni fa, da prefetto di Roma, insieme all’allora commissario straordinario Tronca avevamo stabilito una road map per trovare soluzioni alle occupazioni abusive. E questo perché il tema delle occupazioni non si risolve con gli sgomberi ma trovando soluzioni alternative”, racconta Gabrielli. “Non ho più avuto contezza di cosa sia accaduto di quel lavoro fatto insieme a Tronca. Era previsto da un delibera un impegno di spesa di oltre 130 milioni per implementare quelle soluzioni alle occupazioni abusive. Qualcuno sa dirmi che fine ha fatto quel lavoro, e se e come sono stati impegnati quei fondi?”.
Il filmato arriva in una giornata già infuocata e che alimenta polemiche anche in campo politico sulla gestione dell’ordine pubblico, considerata dalla sinistra troppo dura, con l’uso di idranti anche contro alcune donne rifugiate e richiedenti asilo.
La questura per circoscrivere l’episodio e dopo aver annunciato verifiche diffonde un comunicato in serata. “Nel contesto di un corretto comportamento delle forze dell’ordine – si legge nella nota – impegnate ad effettuare lo sgombero di palazzo Curtatone, abusivamente occupato ed oggetto di un sequestro preventivo da parte dell’autorità giudiziaria, la questura di Roma ha aperto una formale inchiesta dopo la visione dei filmati pubblicati su alcuni siti che riportano una frase di un operatore che invita ad usare metodi violenti in caso di lancio di sassi. Nelle successive contro manifestazioni – conclude il comunicato – le unità impiegate in quel contesto non sono state ulteriormente utilizzate nel servizio di ordine pubblico”. Esonerate, insomma. Una decisione che sembra placare le polemiche sui social.
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