Spari al corteo del 25 aprile a Roma, fermato 20enne: è accusato di tentato omicidio

È stato fermato con l’accusa di tentato omicidio dalla Digos il giovane che, il 25 Aprile scorso, ha sparato contro Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, una coppia di attivisti dell’Anpi, a Roma. L’aggressione è avvenuta nei pressi di parco Schuster ed è stata messa in pratica con una pistola ad aria compressa. Il 20enne, Eithan Bondi, è accusato di tentato omicidio. Al ragazzo viene contestata anche la detenzione e il porto abusivo di armi. Il movente sarebbe quello già ipotizzato dalle vittime, ovvero il fatto che entrambe, al momento dell’aggressione, portassero al collo i fazzoletti dell’Associazione partigiani.
Il giovane è stato individuato grazie a un fotogramma estrapolato da una delle telecamere di sicurezza della zona che lo avrebbe immortalato pochi istanti dopo gli spari. Dall’immagine, in cui si distinguono chiaramente uno scooter Honda Sh bianco e un casco integrale scuro con segni particolari, gli investigatori sono riusciti a risalire al sospettato e a ricostruire i suoi spostamenti.
Il fermato avrebbe dichiarato di far parte della “Brigata Ebraica” che subito si discosta: “Provo orrore e condanno nella maniera più risoluta, e senza alcuna giustificazione, chiunque si permetta di usare il nome della Brigata Ebraica per compiere atti di violenza”, dice Davide Riccardo Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano. La Brigata Ebraica ha ribadito di non conoscere il 20enne e di non avere tra i suoi membri persone con questo nome.
“La Brigata Ebraica ha combattuto per la libertà e la dignità umana. Strumentalizzarne il nome per giustificare o coprire comportamenti violenti è un oltraggio alla sua memoria e a tutti coloro che si sono sacrificati sotto quella bandiera – ribadisce Romano – Ringraziamo di tutto cuore le forze dell’ordine per aver agito con tale rapidità. La loro prontezza è un segnale importante e un messaggio chiaro: certi atti non devono essere tollerati”. “Ci riserviamo inoltre di adire a vie legali contro tutti quelli che usano e useranno il nome della Brigata Ebraica per accostarlo a questo atto vergognoso. La violenza non ha mai fatto parte dei nostri valori e non li rappresenterà mai” conclude.