Spazio, Artemis 2 diretta verso la Luna. E c’è anche la tecnologia italiana

L’uomo è pronto a tornare sulla Luna. O quasi. È partita ufficialmente nella notte italiana la missione Artemis 2, che ha per obiettivo proprio il riavvicinamento all’impresa lunare. Con un lieve ritardo rispetto alla tabella di marcia, alle ore 18:36 americane di mercoledì 1 aprile (00:36 di giovedì 2 aprile in Italia) il razzo Space Launch System è stato lanciato dalla rampa 39B del Kennedy Space Center in Florida.
Una missione italiana. Anche l’Italia è presente in Artemis 2 visto che, come ricorda Luca Vincenzo Maria Salamone, direttore generale dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), la missione “vede molta tecnologia italiana a bordo, sia della capsula Orion sia del sistema di lancio. Speriamo che questa missione sia il viatico per le future attività. Possiamo costruire anche una nuova economia lunare”. Quello di Artemis II è un viaggio che non prevede un allunaggio, ma dal valore cruciale. Si tratta infatti del primo test con equipaggio di tutti i sistemi (navigazione, comunicazioni, supporto vitale) necessari per validare le tecnologie che permetteranno agli astronauti di tornare a camminare sulla Luna nelle missioni successive.
Dentro a Orion, la capsula che li ospiterà per nove giorni, il comandante è l’astronauta statunitense Reid Wiseman, di 50 anni e che ha già trascorso nello spazio 165 giorni in altre missioni. Con lui ci sono il pilota Victor Glover (49 anni, statunitense, 167 giorni nello Spazio), la specialista di missione Christina Koch (47 anni, statunitense, 328 giorni nello Spazio) e Jeremy Hansen, che ha 50 anni, è canadese ed è alla sua prima esperienza da astronauta. Si tratta di una missione che permetterà loro di infrangere numerosi record: Hansens sarà il primo canadese a compiere un giro intorno alla Luna, mentre Glover il primo afroamericano e Koch la prima donna a vedere dal vero la faccia nascosta della Luna. Inoltre, l’equipaggio raggiungerà supererà la Luna di oltre 7.600 chilometri, a più di 400mila chilometri dal nostro pianeta, una distanza dalla Terra mai raggiunta prima.