Tram deragliato a Milano: il conducente è indagato per disastro ferroviario colposo

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Tram deragliato a Milano. Il conducente è stato iscritto nel registro degli indagati dopo il terribile incidente dello scorso 27 febbraio. Per lui l’accusa è di disastro ferroviario colposo. L’ipotesi di reato è contenuta nella relazione investigativa che è stata inviata dalla polizia locale alla procura della Repubblica di Milano.

Cosa è successo. L’uomo, un sessantenne con trentacinque anni di servizio, ha raccontato di aver sentito un forte dolore alla gamba e poi aver avuto un mancamento: “Era diventato tutto nero e ho perso il controllo”, ha dichiarato poco prima di lasciare l’ospedale Niguarda.

La dinamica. Il convoglio, un tramlink di ultima generazione, stava percorrendo viale Vittorio Veneto, quando dopo aver preso a forte velocità una curva verso via Lazzaretto, è nel centro del capoluogo lombardo. Anche la polizia locale sta collaborando con la magistratura per ricostruire la dinamica del deragliamento del tram 9. Sotto la lente d’ingrandimento anche un eventuale malfunzionamento del sistema di sicurezza chiamato ‘uomo morto’. L’incidente ha provocato due vittime e una cinquantina di feriti.

Le indagini proseguono. Sequestri e acquisizioni di documenti sono in corso, da questa mattina, nella sede di Atm in via Monte Rosa, l’azienda dei trasporti di Milano.

Chi sono le due vittime: Ferdinando Favia e Abdou Karim Toure. Entrambi sul tramlink della linea 9 diretto a Porta Genova, sono stati sbalzati fuori dal mezzo, dopo il violentissimo impatto. Favia sarebbe morto sul colpo, mentre Abdou Karim Toure è stato trasportato in ospedale nel tentativo estremo di salvargli la vita, ma purtroppo non ce l’ha fatta.

Ferdinando Favia aveva 59 anni, era residente a Vigevano e sul tram viaggiava insieme alla sua compagna. Quel giorno erano appena usciti dal consolato del Perù. “Aspettavamo gli ultimi documenti per poterci sposare”, ricorda Flores che è stata ricoverata all’ospedale Fatebenefratelli. Avevano scelto di prendere il 9 per un motivo curioso: gli piaceva. “Così moderno, così nuovo, dice ancora Flores raccontando gli ultimi istanti di vita di Ferdinando. “Mi ha buttata per terra. Lui invece è volato fuori dal finestrino ma non l’ho visto, ero già svenuta. Grazie a quella spinta mi ha salvato la vita”.

Dinamica simile per Abdou Karim Toure. L’uomo, 56 anni senegalese, è morto all’ospedale Niguarda dove era arrivato già in arresto cardiaco. Non è ancora chiaro cosa facesse in Italia, né con chi vivesse a Milano, dove sembra non avesse una residenza fissa.