Trapani, confisca da 25 milioni all’imprenditore Andrea Moceri

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La Dia di Trapani ha confiscato beni per oltre 25 milioni di euro riconducibili all’ imprenditore Andrea Moceri, 57 anni, ritenuto contiguo alla cosca mafiosa guidata da Matteo Messina Denaro. Le indagini hanno accertato che l’ uomo aveva sottratto al fisco ingenti capitali riutilizzati anche per finalità di usura.

Imposti all’uomo anche due anni di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza: l’imprenditore compobellese, che si occupa da più di trent’anni di commercializzazione di autovetture, nuove ed usate, anche sotto le insegne di importanti case automobilistiche internazionali, avrebbe “disseminato il proprio agire imprenditoriale di condotte illecite volte a massimizzare spregiudicatamente i profitti delle sue attività, svelando anche una notevole abilità nella predisposizione dei mezzi per delinquere, che vanno dalla manomissione dei misuratori elettrici presso le sede aziendali, all’appropriazione indebita di merci e denaro liquido, all’assunzione in nero di lavoratori e alle minacce verso i propri dipendenti, costretti a volte ad accettare condizioni economiche deteriori rispetto a quelle risultanti dalle buste paghe”.

Tra le attività economiche illecitamente finanziate con denaro di Moceri c’è la realizzazione dell’oleificio denominato “Fontane d’oro” con sede a Campobello di Mazara, oggi in amministrazione giudiziaria, intestato a prestanome. Il patrimonio di Moceri era già stato sottoposto a sequestro nel novembre 2015 e conta ben 35 immobiliari, 35 appezzamenti di terreno, 5 compendi aziendali; quote di partecipazioni in società di capitali, vari conti bancari e polizze assicurative.

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