Due chili di cocaina nel macchinario in arrivo dall’est Europa: arrestato imprenditore scledense

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Due panetti da un chilo ciascuno di cocaina di alta qualità pura all’80%, nascosti dentro un insospettabile macchinario, sono stati rinvenuti dagli agenti della Squadra Mobile di Vicenza a Schio all’interno di tir proveniente dall’Est Europa: valore complessivo sul mercato della povere bianca almeno mezzo milione di euro.

L’operazione è stata realizzata con successo dalla quarta sezione antidroga della squadra mobile di Vicenza coordinata dall’ispettore Bettini, in collaborazione con le polizie di Trieste e Venezia. In manette è finito un piccolo imprenditore, Luigi Carollo, 65 anni, originario di Valdagno ma residente a Schio, divorziato e padre di due figli. L’uomo, indagato per importazione e detenzione di sostanza stupefacente, si trova ora agli arresti domiciliari e nega ogni addebito, ma a lui era destinato il carico con il macchinario, in arrivo da un paese dell’Est.

La coca era nascosta infatti all’interno dei rulli di una macchina laminatrice in acciaio, del valore di 17.500 euro e viaggiava a a bordo di un autoarticolato con targa e autista serbi, che è stato fermato lo scorso 8 febbraio nel cortile di una ditta – estranea ai fatti – in zona industriale a Schio. “Stiamo svolgendo anche delle indagini merceologiche per scoprire la provenienza del macchinario. Quello che è accertato è che Carollo ha ordinato la macchina laminatrice ad un’azienda serba. Le indagini sono ovviamente ancora in corso, anche per capire se quello vicentino era solo uno scalo tecnico o se era la destinazione finale della droga, cosa che sarebbe preoccupante” spiega il capo della squadra mobile berica Davide Corazzini.

La polizia insomma sospetta che per l’organizzazione messa in atto, la quantità e la qualità dello stupefacente ci si possa trovare di fronte ad un canale strutturato di ingresso della droga nel nostro paese. L’operazione infatti ha portato ad indagare in stato di libertà per concorso anche un’altra persona, M.D.P., 51 anni, di Thiene, che ha fatto da tramite per avere l’ok dalla ditta di logistica di Schio (in zona industriale) dove Carollo voleva scaricare il macchinario. M.D.P. è ora indagato in stato di libertà per concorso in traffico di droga.

Tutto è iniziato con una soffiata, arrivata alla polizia, che parlava di una partita di droga in entrata in Italia attraverso la frontiera con la Slovenia in un tir. Il carico infatti è entrato in Italia attraverso il valico di frontiera di Fernetti e da lì è stato monitorato prima dagli agenti della squadra mobile di Trieste e poi da quelli di Venezia. Giunto nel vicentino, è stato “preso in consegna” a distanza dagli agenti di viale Mazzini, che lo hanno seguito fino a quando, uscito dalla A31 Valdastico al casello di Thiene, il tir si è fermato nell’area di servizio del distributore Esso appena fuori dal casello autostradale, dove Carollo avrebbe chiesto all’autista di cambiare destinazione della consegna, dirottandolo inaspettatamente su Schio. La polizia è entrata in azione nel momento in cui l’autoarticolato è entrato nel piazzale della ditta di logistica in zona industriale.

Luigi Carollo è un piccolo imprenditore con qualche precedente per truffa e bancarotta: fino al 2014 era titolare della Carollo Luigi snc, che si occupava di forni per laterizi ed è fallita. Successivamente l’uomo era ripartito con una nuova attività. Il macchinario all’interno del quale era stoccata la cocaina (gli inquirenti sospettano addirittura che la macchina laminatrice possa essere stata costruita attorno ai due panetti) è stato regolarmente pagato dal Carollo stesso.

L’indagine è coordinata dal giudice per le indagini preliminari Roberto Venditti.

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