Incendio all’ospedale, partono gli avvisi di garanzia

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L'ingresso dell'ospedale di Santorso

E’ stata eseguita l’autopsia sulla salma di Eugenio Carpenedo, il 63enne di Schio morto nella notte di venerdì scorso in una stanza del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Santorso, dove era ricoverato. E nel frattempo l’indagine va avanti: il pm Serena Chimichi ha spiccato tre avvisi di garanzia indagando gli operatori, infermieri e oss, che erano di turno nella notte in cui è avvenuto il fatto.

L’esame autoptico non avrebbe evidenziato difformità rispetto a quello che gli inquirenti già sospettavano: Carpenedo è morto di asfissia, soffocato dal fumo nella sua camera prima che vigili del fuoco e personale medico potesse salvarlo. Restano però molti dubbi da chiarire sulla dinamica dell’accaduto, ed è su questo che si concentrano le indagini della procura e dei carabinieri di Schio. Se veramente la porta era chiusa ma non a chiave, come sembrava dai primi rilievi, perché l’uomo non è riuscito a uscire? Altre verifiche andranno fatte sui tempi di intervento del personale di ruolo quella notte. Infine, resta da capire come e perché si sia sviluppato un incendio in una stanza di ospedale, visto che l’utilizzo di sigarette e accendini – Carpenedo era un forte fumatore – è strettamente regolato, nel reparto: si può fumare in una sola stanza, attrezzata, inoltre ai pazienti sigarette e accendini vengono consegnati all’ingresso e ritirati all’uscita.

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