Banche venete, Cdm: ok al salvataggio. Gentiloni: evitato fallimento disordinato

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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto che crea la cornice normativa per la “liquidazione ordinata” di Veneto Banca e Popolare Vicenza, con il conseguente passaggio della parte sana delle due venete a Intesa Sanpaolo (passaggio avvenuto al prezzo simbolico di un euro) .
L’ok è arrivato dopo che il Cda di Intesa ha approvato l’acquisizione della “good bank” e conferito mandato all’amministratore delegato Carlo Messina per chiudere l’operazione. Serviranno 5,2 miliardi di soldi pubblici. Ma il decreto varato dal Cdm ne mette in moto 17.
La Banca d’Italia ha nominato i commissari liquidatori della Banca Popolare di Vincenza e Veneto Banca. Per entrambi gli istituti di credito c’è l’ex amministratore delegato di Popolare Vicenza, Fabrizio Viola. Per Popolare Vincenza i commissari sono: Claudio Ferrario, Giustino Di Cecco e Fabrizio Viola. Per Veneto Banca sono: Alessandro Leproux e Giuliana Scognamiglio.
Bankitalia spiega che non ci saranno conseguenze per i clienti. Intesa sottolinea che in questo modo si tutela il lavoro e il risparmio, ma il contratto di cessione salterà se il decreto legge non sarà convertito oppure gli saranno fatte modifiche tali da rendere più gravosa l’operazione per l’istituto.
“Il governo ha approvato il dl che consentirà di rassicurare e stabilizzare la situazione”, ha spiegato il premier, Paolo Gentiloni. La crisi delle banche venete “ha raggiunto livelli che hanno reso necessario un intervento di salvataggio, per evitare i rischi evidenti a tutti di un fallimento disordinato”.
E ancora: “Il decreto va a favore della buona salute del nostro sistema bancario, della sua efficienza. Da ciò, in particolare in un Paese come il nostro dove il sistema bancario è così importante per gli investimenti, dipende anche la possibilità di incoraggiare e non ostacolare la ripresa economica in atto. Risaniamo il sistema in un momento in cui il suo stato di salute è cruciale per la ripresa”.
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