BpVi, Vescovi: “Fuori strada chi insinua che Confindustria è complice di intrighi di palazzo”

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Luciano Vescovi, presidente di Confindustria Vicenza

“Voci, dicerie, imprecisioni e semplificazioni che si leggono in questi giorni, mi vedono costretto di nuovo ad esprimere un chiarimento sulla presunta mancata presa di posizione della mia presidenza sui fatti della Banca Popolare di Vicenza”. A dirlo, il giorno dopo la conclusione delle indagini della procura, che vedono indagato l’ex presidente di Confindustria Vicenza Giuseppe Zigliotto, è il presidente attuale di Confindustria Vicenza, Luciano Vescovi in una nota.

“Se qualcuno vuole fare il complottista del giorno dopo e insinuare che Confindustria Vicenza, in quanto tale, sia complice di un qualche intrigo di palazzo, è fuori strada”. Vescovi non cita mai Zigliotto, ma il messaggio è chiaro, ricordando che “dal primo giorno in cui sono diventato presidente di Confindustria Vicenza, ho preso e mantenuto una posizione ben chiara sulla questione della Banca Popolare di Vicenza. L’ho detto pubblicamente nella nostra assemblea 2016, l’ho ripetuto un mese fa alla stampa locale e nazionale e alle agenzie, l’ho ribadito in questi giorni di nuovo alla stampa e alle tv che mi hanno interpellato, lo ripeto per l’ultima volta ora: chi ha sbagliato paghi”.

“Non si capisce perché – sottolinea Vescovi – di fronte a una dozzina di indagati, di cui gli imprenditori sono meno della metà, la classe imprenditoriale vicentina sia messa genericamente ed indistintamente sul banco degli imputati, una classe imprenditoriale che ha subito, assieme a migliaia di altre persone e famiglie, i danni di questo disastro”. Vescovi ricorda anche di aver parlato da tempo di “fallimento, oltre che dei controllori istituzionali, di un gruppo dirigente il quale, senza che ci si nasconda dietro a un dito, era composto da banchieri, manager, economisti e imprenditori”.

“Finalmente si sono chiuse le indagini – scrive Vescovi – speriamo si arrivi presto a stabilire la verità dei fatti. Ma io non posso sostituirmi alla giustizia. Posso solo, da comune cittadino, sperare che si arrivi presto alla verità e che chi ha diritto ad essere riparato di un danno, lo sia. Nel mio ruolo di presidente di Confindustria Vicenza devo invece occuparmi di tutelare le aziende associate, devo fare quanto possibile per far sì che il credito, uno degli ingranaggi fondamentali che fanno andare avanti le aziende, non venga chiuso o limitato, tanto più in un periodo in cui le nostre aziende, tra mille difficoltà, stanno ripartendo o addirittura stanno già correndo”.

“Fino a due anni fa – aggiunge il presidente attuale di Confindustria Vicenza – sul fatto che nei cda delle banche ci fossero degli imprenditori, associati o meno a Confindustria, nessuno ha mai avuto nulla da ridire. Anzi, gli imprenditori erano considerati una risorsa utile, in modo che alle decisioni dei banchieri, dei professori e degli economisti di turno, partecipassero anche esponenti che conoscono le esigenze del mondo produttivo. Fare il mea culpa non mi spaventa, l’abbiamo già fatto e lo facciamo quando sbagliamo come associazione. L’autoanalisi, come imprenditori e come rappresentanti di un’associazione di categoria, la facciamo ogni giorno, non c’è bisogno che qualcuno ce lo ricordi. In questa vicenda ci sono alcuni che hanno sbagliato, la magistratura valuterà se lo hanno fatto violando anche la legge, ma ci sono invece quelli che non hanno colpe”.

“Le generalizzazioni spicciole – conclude Vescovi – faranno forse comodo a qualcuno, noi qui siamo abituati al ‘lavora e tasi’, anche questa volta andiamo avanti e facciamo la nostra parte per trainare l’Italia con il nostro lavoro assieme a quello dei nostri collaboratori in azienda. Questa sì è l’unica cosa davvero generalizzabile”.

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