
Al via questa mattina (26 maggio)
l’Assemblea generale di Confindustria ospitata al centro congressi La Nuvola di Roma. Presenti, tra gli altri, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. A introdurre l’argomento e a ribadire l’importanza dell’evento era stato però domenica scorsa, in occasione del Festival di Trento, il leader degli industriali Emanuele
Orsini: “Serve unirsi”, aveva detto Orsini, precisando quanto sia delicato il momento in Europa. “Bisogna fare un esercizio più importante: quello di unirsi per poter fare delle politiche economiche vere a sostegno delle industrie e delle imprese”.
L'intervento di Meloni. All'evento era presente anche la presidente del Consiglio intervenuta su diversi argomenti di stretta attualità.”Per cercare di essere concreti vi propongo di avviare subito un cantiere comune per arrivare a una riforma comune della burocrazia in Italia”, ha detto la premier all'assemblea. “La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l'attuale configurazione dell'Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull'altare di approcci ideologici e tecnocratici”, ha aggiunto Meloni. “L'Europa è stata inarrestabile nella capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune ma miope quando si trattava di far sentire la propria voce nella vita globale”.
La difesa. Altro tema – quello della difesa – che ha più volte fatto discutere negli ultimi mesi. “Sul tema delle spese della difesa – dice la premier Meloni – non ho affatto cambiato atteggiamento, benché sappia molto bene quanto il tema in Italia sia impopolare. Io penso anche che un leader serio debba dire la verità. La verità è che se non ti sai difendere, se chiedi a qualcun altro di garantire la tua sicurezza, lo pagherai in termini di autonomia, in termini di capacità di difendere i tuoi interessi nazionali”. “Io voglio che l'Italia sia una nazione libera, ma dall'altra parte” – ha detto ancora la premier – “so anche che se noi oggi non aiutiamo le famiglie e le imprese a superare l'impatto di una crisi che è significativa, rischiamo che domani non ci sia più niente da difendere in questa nazione. E quindi dobbiamo creare un equilibrio tra due necessità”.