Eccidio, per la ricorrenza il vescovo celebra la messa in duomo

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A pochi mesi dalla storica riconciliazione tra il partigiano Teppa (Valentino Bortoloso, di Schio) e Anna Vescovi, figlia di una delle vittime dell’Eccidio, l’ex podestà di Schio Giulio Vescovi, si torna a parlare della strage avvenuta nella città altovicentina fra il 6 e 7 luglio 1945. Quella notte un commando partigiano fece irruzione all’interno dell’allora carcere (oggi biblioteca comunale) uccidendo a colpi di mitra 54 persone, tra cui 14 donne e 7 minorenni. Domani sera, venerdì 7 luglio, il vescovo Beniamino Pizziol presiederà la santa messa in duomo alle 19, tentativo di riconciliazione fra gli eredi delle due parti. Ed era stato proprio il presule, a febbraio, ad ospitare in curia Teppa e Anna Vescovi per l’incontro di riconciliazione. A contattare il partigiano era stata la figlia del podestà, intenzionata dopo 72 anni a voler mettere la parola fine a quanto accaduto in quelle durissime settimane di guerra appena conclusa. Vescovi aveva scritto una lunga lettera a Teppa dopo la nota vicenda della medaglia al valore attribuita e poi tolta all’ex partigiano: ne era seguito un abbraccio riconciliatorio in casa di Pizziol.

Alla celebrazione religiosa, domani sera, sarà presente anche il “Comitato 7 luglio”: “Senza essere spinti da sentimenti di rivalsa – fanno sapere – anche quest’anno un’intera comunità si riunirà per commemorare degnamente le vittime dell’infame assassinio partigiano. Alla fine della funzione religiosa seguirà la deposizione dei fiori nei pressi del portone delle ex carceri mandamentali scledensi”.

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