In arrivo i taser per gli agenti del capoluogo? Sì alla sperimentazione futura

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Nato il 4 luglio, in Italia. L’utilizzo del dissuasore elettrico, noto impropriamente come “taser” con un termine ormai entrato nel linguaggio comune, potrà essere utilizzato in futuro anche nel capoluogo per un periodo di sperimentazione di 6 mesi. A inizio estate (4 luglio appunto) l’autorizzazione da parte del Ministero dell’Interno, adesso a inizio autunno l’ok del sindaco di Vicenza Francesco Rucco che, forte dei maggiori poteri concessi in ambito pubblica sicurezza, approva l’introduzione dello strumento di difesa – arma ad impulso elettrico la definizione formale – che sarà concesso in dotazione agli agenti di polizia locale una volta conclusa la prima fase (in corso) che coinvolge attualmente 12 grandi città italiane.

Si tratta delle metropoli Milano, Napoli e Torino, più Palermo, Genova e Firenze tra le più popolate; si aggiungono Catania, Brindisi, Caserta, Reggio Emilia e per il Veneto la sola Padova. Per quanto riguarda il capoluogo berico non si tratta ancora di una certezza incontrovertibile ma, salvo retromarcia d’intento o imprevisti saranno due i taser assegnati ad altrettanti agenti in servizio nella città berica, previo adeguata formazione. Lo strumento è efficace fino a una distanza massima di circa 8 metri, attraverso l’espulsione di due fili conduttori di elettricità collegato ad altrettanti “dardi”, capaci di immobilizzare temporaneamente un bersaglio.

Vicenza, insomma, si candiderà alla “seconda ondata” di sperimentazione. Non in tempi brevissimi, però, in quanto le armi a basso voltaggio dovranno entrare in dotazione e i destinatari in divisa addestrati all’uso consapevole al termine del periodo di prova per la dozzina di comuni inserita nel programma. Il tutto con costi a carico del Comune, che si accollerebbe le spese della sperimentazione.

Oltre a varie forze politiche, a richiedere l’utilizzo del dispositivo a carica elettrica varie associazioni e comitati sulla stregua dell’utilizzo in alcuni stati del Nord Europa e negli Stati Uniti. Valutazioni in questo senso sono in corso in seno al governo cittadino, ma la giunta Rucco è orientata a “imbracciare il fucile” elettrico facendo seguito alle richieste di potenziamento degli strumenti in dotazione alle forze dell’ordine presentate al Ministero degli Interni. Meno convinti, rec sic stantibus, i sindacati di riferimento.

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