Provincia, Cioni contro l’asse Possamai-Finco: “La Casa dei Comuni non diventi copertura politica”

Mancano molti mesi, ma la corsa verso le Provinciali tiene viva la politica vicentina anche sotto l’ombrellone. Da un lato Valter Orsi, che vede nell’intesa trasversale tra Giacomo Possamai e Nicola Finco l’occasione per riportare la Provincia al modello della “Casa dei Comuni” e superare le logiche dei partiti. Dall’altro Alex Cioni, dirigente provinciale e capogruppo di Fratelli d’Italia a Schio, che proprio dietro quel progetto intravede il rischio opposto: trasformare un’iniziativa presentata come civica e istituzionale in una nuova operazione politica costruita attorno ai due amministratori più influenti del Vicentino.
L’intervento di Cioni arriva a pochi giorni dalle dichiarazioni dell’ex sindaco scledense Orsi che, sulle nostre pagine, aveva indicato nell’asse Finco-Possamai “l’unica vera forza capace di riprendere in mano le redini del territorio”, sostenendo che Fratelli d’Italia si troverebbe oggi di fronte a una scelta obbligata: aderire al nuovo corso o restare isolata rispetto alla maggioranza dei sindaci vicentini che chiedono il ritorno alla Casa dei Comuni. Una lettura che Cioni respinge, precisando come il nodo della questione non sia il principio della Casa dei Comuni, ma l’utilizzo politico che potrebbe esserne fatto: “Una cosa è la Provincia intesa come ‘Casa dei Comuni’, altra cosa è l’operazione politica che oggi viene costruita attorno a questo nome da Possamai e Finco”.
Per l’esponente di Fratelli d’Italia è necessario separare nettamente il piano istituzionale da quello politico. La Provincia, sottolinea, deve certamente essere al servizio dei Comuni e del territorio, ma questo non può tradursi in un contenitore dietro il quale prendere forma a nuovi equilibri di potere: “Il problema nasce quando, dietro un’espressione istituzionale e condivisibile, si costruisce a tavolino, attraverso un’alchimia di palazzo, un’operazione che finisce per avere protagonisti, equilibri e obiettivi di natura politica”. Secondo Cioni il rischio è quello di presentare come spontaneo e condiviso un progetto che in realtà avrebbe una chiara regia politica. Da qui il richiamo alla necessità di uscire dagli slogan e mettere sul tavolo contenuti, priorità e programmi: “Se si parla di Casa dei Comuni, allora bisogna avere il coraggio di dichiarare con chiarezza quale progetto politico e amministrativo c’è dietro, altrimenti siamo all’aria fritta”.
Nel merito il capogruppo scledense cita alcune delle questioni che, a suo giudizio, dovrebbero rappresentare il vero terreno di confronto: il completamento della Destra Leogra, il collegamento tra Vicenza e Schio, il sostegno ai piccoli Comuni e una rappresentanza equilibrata dei diversi territori della provincia. E pur riconoscendo il peso delle oltre ottanta adesioni raccolte dal progetto della Casa dei Comuni, Cioni avverte che il consenso dei sindaci non può essere interpretato come una delega in bianco sulla futura guida dell’ente: “Noi siamo aperti al confronto con tutti gli amministratori, compresi quelli che oggi hanno aderito alla Casa dei Comuni, ma vogliamo confrontarci sulle priorità concrete della Provincia, non sulla preventiva distribuzione di ruoli e posizioni”.
Infine, una stoccata sul tema del civismo, spesso richiamato come tratto distintivo della nuova alleanza provinciale. Per Cioni l’esperienza amministrativa insegna che le etichette non bastano: “Il civismo non è automaticamente sinonimo di buon governo e non è una patente di superiorità rispetto ai partiti”. La distanza con la visione espressa da Orsi appare quindi netta. Se l’ex sindaco vede nell’asse Possamai-Finco il possibile rilancio di una Provincia sottratta alle segreterie di partito, Cioni teme invece che proprio sotto il vessillo della Casa dei Comuni si stia costruendo un nuovo progetto politico destinato a ridisegnare gli equilibri del vicentino. Una partita che, al di là degli slogan, passerà ora dalla definizione di programmi, alleanze e candidature.
Caos Provincia, Orsi incorona Finco – Possamai: “FdI deve adeguarsi” – L’Eco Vicentino
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