Provincia, i sindaci ora vogliono l’unità: “Torni ad essere la Casa dei Comuni”

Se per anni la Provincia di Vicenza è stata uno dei terreni più scivolosi della politica locale, con un appello estivo più che sorprendente, le cose potrebbero cambiare radicalmente. Non solo per il confronto tra centrodestra e centrosinistra, ma spesso anche per tensioni interne agli stessi schieramenti, tra equilibri territoriali, pesi amministrativi e rivalità tra aree della provincia. Oggi, però, dai principali Comuni vicentini arriva un messaggio che punta nella direzione opposta: riportare la Provincia al suo ruolo originario di luogo di sintesi e collaborazione tra amministratori.
È questo il significato politico del documento sottoscritto a sorpresa dai sindaci dei nove Comuni vicentini con più di 15 mila abitanti: Giacomo Possamai (Vicenza), Nicola Finco (Bassano del Grappa), Cristina Marigo (Schio), Maurizio Zordan (Valdagno), Gianantonio Michelusi (Thiene), Silvio Parise (Montecchio Maggiore), Riccardo Masiero (Arzignano), Pierluigi Giacomello (Lonigo) e Giannantonio Stangherlin (Cassola). Un’iniziativa che assume particolare rilevanza proprio perché nasce da amministratori appartenenti a culture politiche diverse e che governano territori con caratteristiche ed esigenze differenti. Eppure il messaggio che emerge dal documento è netto: la Provincia non può ridursi a un’arena di scontro politico permanente, ma deve tornare ad essere un punto di riferimento per tutti i Comuni del territorio.
Nel manifesto, i sindaci rivendicano anzitutto la centralità dell’ente provinciale, ricordando come, nonostante la riforma Delrio del 2014, continui a svolgere funzioni decisive: “Le Province rappresentano uno degli snodi fondamentali dell’organizzazione istituzionale del nostro Paese. Sono il luogo in cui i Comuni affrontano insieme le grandi questioni che nessun ente locale, da solo, può risolvere”, scrivono i primi cittadini, richiamando competenze come viabilità, edilizia scolastica, difesa del suolo, mobilità, protezione civile e pianificazione territoriale. I firmatari sottolineano inoltre come la riforma abbia lasciato l’ente in una situazione di incertezza istituzionale: “La riforma Delrio del 2014 ha lasciato le Province in una sorta di “terra di mezzo”: non più enti eletti direttamente dai cittadini, ma nemmeno istituzioni ripensate in modo organico e coerente”, si legge nel documento.
Nonostante ciò, evidenziano i sindaci, la Provincia ha continuato a garantire servizi indispensabili grazie al lavoro degli amministratori e del personale. Proprio questa esperienza, sostengono, dimostra l’attualità e la necessità dell’ente: “Per questo è necessario rilanciare la Provincia come autentica Casa dei Comuni – incalzano gli amministratori – un luogo di collaborazione tra amministratori, nel quale prevalgano il confronto, la condivisione e la ricerca delle migliori soluzioni per il bene delle nostre comunità”.
L’appello richiama anche una fase della storia amministrativa vicentina che viene indicata come modello: “Per molti anni amministratori appartenenti a sensibilità politiche differenti hanno saputo costruire un percorso comune, mettendo al centro i Comuni, i territori e le esigenze delle comunità locali. Quella stagione ha rappresentato un esempio positivo di collaborazione istituzionale e ha consentito alla Provincia di essere percepita come la casa di tutti i Comuni vicentini”. Non si tratta, nelle intenzioni dei firmatari, di un semplice richiamo nostalgico al passato. L’obiettivo è tradurre quello spirito in un percorso concreto già in vista delle prossime scadenze elettorali provinciali: “Ci impegniamo a lavorare, fin dalle prossime settimane, per favorire un confronto aperto e costruttivo tra tutti gli amministratori locali e tra tutte le forze politiche e civiche del territorio, con l’obiettivo di ricostruire quello spirito unitario che ha rappresentato l’esperienza più significativa della vita istituzionale della Provincia di Vicenza”, scrivono i sindaci.
Lo sguardo è rivolto in particolare alle elezioni del Consiglio provinciale previste a novembre, per le quali viene auspicata la costruzione di un percorso condiviso sul modello delle liste “Casa dei Comuni Nord” e “Casa dei Comuni Sud” che avevano caratterizzato il voto del 2021. E la stessa impostazione viene proposta anche per l’elezione del presidente della Provincia, in programma all’inizio del 2027, con l’obiettivo di individuare “una figura autorevole, riconosciuta e capace di rappresentare l’insieme dei Comuni vicentini”. Politicamente, il documento rappresenta un segnale tutt’altro che marginale. In una fase in cui le contrapposizioni tra partiti sembrano dominare il dibattito pubblico, i sindaci delle principali città vicentine scelgono di mettere nero su bianco un principio diverso: “Non intendiamo rinunciare alle nostre identità né chiediamo ad altri di farlo. Al contrario, crediamo che la ricchezza del pluralismo possa trovare nella Provincia un luogo di sintesi istituzionale, nel quale prevalgano il senso di responsabilità, il rispetto reciproco e la volontà di costruire insieme le migliori risposte per il nostro territorio”.
Un messaggio che arriva mentre il Vicentino si prepara ad affrontare sfide decisive, dalle infrastrutture alla sicurezza idraulica, dalla transizione ecologica alla qualità dell’edilizia scolastica, fino alla competitività del sistema produttivo. Temi che, secondo i nove sindaci, richiedono una Provincia più forte, autorevole e soprattutto capace di parlare con una voce condivisa. Perché, come conclude il documento, il futuro del territorio passa dalla capacità degli amministratori di “tornare a fare della Provincia la vera Casa dei Comuni”.
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