Stand pieni e dibattiti affollati: il ritorno della Festa dell’Unità convince

Un momento di confronto e di dialogo, ma anche la voglia di riscoprirsi comunità tra grigliate ben cotte e gnocchi fumanti serviti da un’inedita Chiara Luisetto in versione cameriera. La Festa dell’Unità di Vicenza, tornata in città dopo dieci anni di assenza, si chiude oggi con il tradizionale pranzo comunitario, ultimo atto di una settimana che ha rimesso al centro non soltanto la politica, ma soprattutto il valore dello stare insieme.
E il bilancio, prima ancora che gli stand abbassino le serrande, è quello di una scommessa vinta. Centinaia di persone hanno affollato l’area della festa ogni sera, in numeri andati ben oltre le attese della vigilia. Un segnale forte arrivato certamente dalla base democratica vicentina, che ha risposto presente all’appello del partito, ma anche da un pubblico più ampio, composto da curiosi, amministratori, associazioni e cittadini desiderosi di confrontarsi con le proposte del centrosinistra. Era questo, in fondo, l’obiettivo indicato dal segretario provinciale del Pd Luca Cislaghi: fare della festa non un momento autoreferenziale, ma una piazza aperta capace di intercettare quel mondo esterno che continua a guardare con interesse alle istanze progressiste. La risposta di pubblico sembra avergli dato ragione, trasformando la manifestazione in un laboratorio di dialogo e partecipazione.
Il programma ha affrontato alcuni dei temi più rilevanti dell’attualità. Si è parlato di infrastrutture e mobilità con il consigliere regionale Marco Antonio Dalla Pozza e Paolo Foietta, già commissario per l’Alta Velocità, che hanno discusso delle prospettive dei trasporti vicentini, dalla metropolitana di superficie alla linea Vicenza-Schio. Grande attenzione anche al tema della sicurezza, al centro dell’incontro che ha visto protagonisti il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il consigliere regionale Gianpaolo Trevisi, il vicepresidente Anci Mattia Palazzi e l’eurodeputata Annalisa Corrado. Le questioni nazionali e internazionali hanno animato invece il confronto tra Gianni Cuperlo e Rosanna Filippin sulle sfide del Paese, tra legge elettorale e scenari geopolitici, mentre Alessandra Moretti, Chiara Luisetto e Roberta Mori hanno riflettuto sul tema della pace e sul ruolo delle donne in un mondo attraversato da conflitti e tensioni crescenti.
Particolarmente partecipato anche l’appuntamento dedicato alla figura di Tina Anselmi, raccontata dalla nipote Valentina Magrin insieme a Chiara Luisetto. Una testimonianza che ha riportato all’attenzione il lascito della partigiana e della donna delle istituzioni, ancora oggi riferimento imprescindibile per la politica italiana. Immigrazione, integrazione e cittadinanza sono stati ancora al centro del dibattito che ha riunito Pierfrancesco Majorino, Bernard Dika e l’autrice Victoria Karam, prima di lasciare spazio a uno degli appuntamenti più attesi della manifestazione: il confronto sull’Europa e il ruolo delle amministrazioni locali con l’eurodeputato e presidente del Pd Stefano Bonaccini, la sindaca di Firenze Sara Funaro e il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai.
La chiusura stamane con uno sguardo al futuro attraverso il tema del cambiamento climatico, affrontato da Stefano Fracasso e Daniele Pernigotti, e con l’iniziativa “Creiamo Futuro 2.0”, presentata dalla segretaria nazionale dei Giovani Democratici Virginia Libero insieme al segretario regionale Luca Stoppato. A tracciare il bilancio della manifestazione è il segretario provinciale dem Luca Cislaghi, che parla apertamente di un successo andato oltre ogni previsione: “Speravamo in una buona risposta, ma sinceramente non ci aspettavamo una partecipazione così ampia e costante. Vedere centinaia di persone ogni sera, molte delle quali non provenienti dal tradizionale mondo del Pd, è il segnale più bello che potessimo ricevere”, sottolinea. Un risultato che, secondo il segretario, conferma come esista ancora uno spazio importante per luoghi di confronto e aggregazione capaci di mescolare politica e socialità. E soprattutto una base da cui ripartire: “La Festa dell’Unità è tornata e non vogliamo fermarci qui: da questa energia ripartiamo per costruire nuove occasioni di incontro e un centrosinistra sempre più aperto, unito e protagonista sul territorio”.
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