Vicenza-Schio, 150 anni di binari al bivio: “Nel 1909 il viaggio durava 5 minuti in meno”

Centocinquant’anni di storia e un paradosso difficile da ignorare: oggi, sulla ferrovia Vicenza-Schio, si può impiegare più tempo di quanto non accadesse oltre un secolo fa. Mentre il Veneto investe sulle grandi infrastrutture e si prepara all’arrivo dell’Alta Velocità, una delle linee ferroviarie più importanti dell’Alto Vicentino continua a fare i conti con tempi di percorrenza poco competitivi, corse serali limitate e materiale rotabile considerato ormai superato. È da questo dato che il Partito Democratico rilancia la propria sfida alla Regione: trasformare la Vicenza-Schio in una moderna metropolitana di superficie, con treni più veloci, più frequenti e maggiormente integrati con il resto del sistema della mobilità.

Inaugurata il 29 agosto 1876 alla presenza del principe Umberto di Savoia, la linea Vicenza-Schio compie nel 2026 i suoi primi 150 anni di vita. Un traguardo che invita a guardare indietro, alla storia di un’infrastruttura che ha accompagnato lo sviluppo industriale dell’Alto Vicentino, ma che al tempo stesso riporta al centro una domanda ricorrente: quale futuro per un collegamento utilizzato ogni giorno da migliaia di pendolari, studenti e lavoratori? Secondo il Partito Democratico, la risposta passa da un deciso cambio di passo sul fronte del servizio ferroviario. Nonostante i lavori di ammodernamento realizzati negli anni e il ruolo strategico della linea nei collegamenti con Vicenza e con il resto della rete regionale, i tempi di percorrenza e la frequenza delle corse continuano infatti a essere ritenuti insufficienti per renderla una reale alternativa all’automobile.

“Nel 1909 alcune corse impiegavano 45 minuti, nel 2002 il viaggio era sceso a circa 40 minuti e oggi, a seconda degli orari, servono dai 42 ai 51 minuti – sottolinea Mattia Dal Lago, segretario del PD di Schio – una cosa illogica se consideriamo che in 150 anni la tecnologia ferroviaria ha compiuto enormi progressi mentre, evidentemente, sulla Vicenza-Schio non siamo ancora riusciti a fare quel salto di qualità che il nostro territorio merita. Da anni il Partito Democratico di Schio porta all’attenzione della politica locale i problemi e le potenzialità di questa linea, chiedendo investimenti e un servizio più competitivo. Oggi, a 150 anni dalla sua inaugurazione, quelle richieste sono ancora attuali”.

E tra i nodi evidenziati in termini di servizio dai dem, vi è anche quello dell’offerta nelle ore serali: “Nel 2002 l’ultimo treno arrivava a Schio alle 23. Oggi il servizio serale è più limitato –  osserva Dal Lago – anche su questo tema, da anni, chiediamo un potenziamento dell’offerta, perché una ferrovia moderna deve essere utile non solo per andare al lavoro o a scuola, ma anche per tornare a casa, partecipare alla vita sociale e culturale delle città. Se vogliamo davvero ridurre il traffico sulle nostre strade, il trasporto pubblico deve essere disponibile quando le persone ne hanno bisogno”. Da qui la proposta che il PD sintetizza nello slogan Vicenza-Schio 30/30/30: trenta chilometri, trenta minuti di percorrenza e un treno ogni trenta minuti: “Non stiamo parlando di un obiettivo irrealizzabile – chiude Dal Lago – chiediamo alla Regione Veneto una scelta chiara: investire sulla linea, sostituire progressivamente i vecchi convogli diesel con nuovi treni ibridi, più moderni ed efficienti, e aumentare le corse, in particolare nelle fasce serali. Le infrastrutture da sole non bastano: servono mezzi adeguati e un servizio pensato per chi ogni giorno sceglie il treno”.

Una richiesta che il PD considera strategica anche in prospettiva provinciale. Per Luca Cislaghi, segretario provinciale del partito, il tema riguarda la competitività dell’intero territorio: “La Vicenza-Schio non può continuare a essere considerata una ferrovia di serie B – afferma – è una delle infrastrutture fondamentali per la mobilità dell’Alto Vicentino e per il collegamento con Vicenza, l’università, i servizi e l’intera rete ferroviaria regionale. RFI ha completato importanti interventi di potenziamento infrastrutturale sulla linea, ma l’infrastruttura da sola non basta: serve un’offerta ferroviaria all’altezza delle esigenze dei cittadini”. Secondo Cislaghi, la Regione dispone degli strumenti necessari per intervenire sul servizio e dovrebbe considerare la linea una priorità della mobilità quotidiana: “Non possiamo continuare a parlare esclusivamente di grandi opere e trascurare la mobilità delle persone – sostiene – servono treni nuovi, più frequenti e più corse alla sera”.

A sostegno della sua tesi richiama l’esperienza del Friuli Venezia Giulia, dove negli ultimi anni è stato avviato un programma di rinnovo della flotta regionale con l’introduzione di nuovi convogli ibridi. Ma la visione delineata dal PD va oltre il semplice miglioramento del servizio ferroviario: “Dobbiamo smettere di considerare la Vicenza-Schio semplicemente come una linea ferroviaria e iniziare a pensarla come una vera metropolitana di superficie dell’Alto Vicentino: frequente, affidabile, moderna e integrata con autobus e mobilità ciclabile – chiosa Cislaghi – solo così potremo offrire ai cittadini una reale alternativa all’auto privata”. E sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Marco Dalla Pozza, che richiama il lavoro svolto in Consiglio regionale negli ultimi mesi. “Insieme alla collega Chiara Luisetto abbiamo già presentato in Regione numerosi documenti sulla Vicenza-Schio, in particolare durante le discussioni sul bilancio – spiega – il centrodestra in parte li ha accolti, ma sempre con perifrasi che non danno minimamente l’idea che la trasformazione e l’ammodernamento della linea siano tra le priorità del governo regionale”.

Per Dalla Pozza la partita assume un valore ancora più importante alla luce della futura connessione con la linea ad Alta Capacità che interesserà il nodo ferroviario di Vicenza: “È fondamentale consentire all’Alto Vicentino di connettersi con le nuove linee ad Alta Velocità in modo moderno, funzionale e rapido – ammonisce – il rischio, altrimenti, sarà quello di avere una linea modernissima, inserita in una rete di trasporti europea, ma senza connessioni adeguate con una parte fondamentale del territorio della nostra provincia. Su questo continueremo a essere martellanti con la Regione, finché non vedremo un impegno reale e non solo inconcludenti promesse”. Una lunga storia, quella della Vicenza – Schio, che non può limitarsi a celebrare sé stessa: perché se il passato è già scritto nel progresso industriale dell’Alto Vicentino, il prossimo capitolo resta ancora una sfida da cogliere. Senza ulteriori esitazioni.

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