Addio a Lavarone all’Avez del Prinzep, l’abete bianco più grande d’Europa

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(Foto Facebook Apt Alpe Cimbra Lavarone-Folgaria)

Quell’albero monumentale era meta di tanti vicentini che, soprattutto nella bella stagione, salivano a Lavarone per una passeggiata nei boschi. In tanti si erano affezionati a quell’abete bianco, tanti bambini si sono stretti al suo tronco in una specie di girotondo, mentre gli adulti si incantavano davanti alla maestosità e alla bellezza della natura che quella pianta così bene esprimeva. Ma l’Avez del Prinzep, forse il più alto abete bianco d’Europa, adesso non c’è più, abbattuto dal vento dei giorni scorsi e da un formicaio che ne stava deteriorando il tronco dall’interno.

L’Avez del Prinzep, era insomma un vero e proprio monumento della natura. Un vecchio abete bianco, forse il più alto d’Europa, che aveva dato vita anche a un sentiero escursionistico nella zona di Malga Laghetto: era alto 54 metri, aveva una circonferenza di 5,6 metri e nel 1997 stime ne avevano stimato l’età in 244 anni. Avez in dialetto trentino sta per abete bianco mentre Prinzep trae origine da un racconto popolare secondo cui la pianta sarebbe appartenuta al Capo-comune di Luserna, soprannominato appunto Prinzep.

Ecco il ricordo dell’Azienda di Promozione Turistica Alpe Cimbra Folgaria Lavarone Luserna.

ANCHE I GIGANTI CADONO. CIAO AVEZ DEL PRINZEP

Il Custode Forestale Damiano Zanocco, ogni volta che c’è un temporale o una nevicata forte passava sempre a vedere come stava il nostro avez.

Quando si è recato a Malga Laghetto ha notato il buco nel bosco, mancava la chioma. Ha sperato fino all’ultimo fosse solo una preoccupazione vana, ma sapeva cosa lo avrebbe aspettato, infatti ha percorso la strada che porta al Prinzep con un groppo in gola.

Il vento forte del 12 Novembre ha fatto cadere il nostro amato Prinzep. È una notizia triste e che fa riaffiorare in noi molti ricordi. Lui ne ha passate molte e certamente eravamo tutti sicuri ci sarebbe stato anche dopo di noi.

La natura lo stava mangiando da dentro, il formicaio (camponotus) che ha attaccato la parte cariata (marcescente) dell’albero è stato combattuto per anni. L’età, la carie e il formicaio lo avevano reso meno stabile, nonostante questo era stato solo un anno fa considerato in salute e forte.

Il sindaco: ”Oggi avuta la notizia mi sono recato subito a Malga Laghetto, percorrendo quel sentiero che porta a lui. E trovarlo così fa sembrare tutto diverso: entra più luce che illumina e risalta la ferita. La stessa sorgente, che lo ha nutrito per anni, gorgoglia ma il rumore è completamente differente, non c’è la stessa pace. Il masso al suo fianco, che lo ha protetto dal freddo, ora sembra più grande e solo. E’ una situazione triste per tutti noi, l’Avez del Prinzep era una certezza!”

Cresceva ancora di un millimetro di diametro e 5 cm in altezza ogni anno – che per la sua età era un enormità.

Ne rimane un troncone alto circa 4 metri, i restanti 50 sono distesi in orizzontale. Si nota il buco al suo interno molto grande e che ci fa stupire sia resistito così tanto.

Anche i Giganti cadono.

Quasi 20 anni fa attraverso il consiglio dei custodi forestali si è deciso di preservare nella zona 100 alberi per trovare in futuro l’erede del Prinzep e per dimostrare l’attenzione del territorio ad una zona che ha dato alla luce molti alberi spettacolari.

Ora questo monumento va preservato, si deve trovare il modo, così da raccontare una storia lunga oltre 250 anni.

Ciao Prinzep

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