Coronavirus, Trump ammette di aver taciuto sulla pericolosità del Covid-19

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President Donald Trump listens during a briefing about the coronavirus in the James Brady Briefing Room, Monday, March 23, 2020, in Washington. (AP Photo/Alex Brandon)

Clamorosa ammissione di Donald Trump contenuta nel libro ‘Rage’ (rabbia) del giornalista Bob Woodward, protagonista del Watergate, che ha trascritto il contenuto di 18 interviste al presidente americano realizzate tra il 5 dicembre 2019 e il 21 luglio 2020: “Conoscevo bene la pericolosità del coronavirus, settimane prima che cominciasse a mietere vittime nel suo Paese, ma ha preferito sempre minimizzare per non creare panico”.

Anticipando l’uscita del libro Rage, la Cnn ha rivelato che Trump ha ammesso di aver saputo settimane prima della prima morte confermata da Covid-19 negli Stati Uniti che il virus era pericoloso, disperso nell’aria, altamente contagioso e “più mortale persino delle peggiori influenze” e che lo ha ripetutamente minimizzato pubblicamente.

Il 7 febbraio, nel corso di una delle interviste a Woodward Trump ha affermato: “Questa è roba mortale”. Il capo della Casa Bianca ha rivelato di conoscere bene il livello di minaccia del virus prima di quanto precedentemente noto, aggiungendo che il coronavirus è stato forse “cinque volte più mortale” dell’influenza.

“Ho agito in modo da ridurre il panico sul virus” il tycoon non ha negato di sapere in anticipo della pericolosità del coronavirus, come ha ammesso nelle sue interviste (registrate) al giornalista Woodward, ma ha spiegato di aver agito in un modo che pensava riducesse il panico. “L’ultima cosa che volevo – ha detto in una conferenza stampa – era creare il panico”.

Le ammissioni del presidente americano sono in netto contrasto con i suoi frequenti commenti pubblici, che soprattutto in quel periodo insistevano sul fatto che il virus “sarebbe scomparso” e che “tutto andava bene”.

Il candidato dem alla Casa Bianca, Joe Biden, dal Michigan durante un comizio reagisce senza mezzi termini alle rivelazioni del libro di Woodward: “Il presidente Usa ha infranto ogni promessa fatta ai lavoratori americani, non avendo messo fine alla delocalizzazione e offrendo contratti redditizi e agevolazioni fiscali alle grandi corporation che hanno portato il lavoro all’estero”.

E ancora: “Non ha fatto il suo lavoro, di proposito. È stato un tradimento gravissimo del popolo americano. Questo è spregevole, un inadempimento del proprio dovere. È una vergogna. Trump è inadatto al proprio compito”.

La portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany , rispondendo alle anticipazioni di ‘Rage’ ha invece dichiarato: “Donald Trump non ha fuorviato intenzionalmente gli americani sulla gravità del coronavirus”.

In difesa del presidente Usa è invece arrivato il virologo Anthony Fauci, membro della task force sul coronavirus istituita dalla Casa Bianca: “Trump non ha distorto la realtà della pandemia. Non vedo alcuna discrepanza tra quello che che diceva a noi e quello che diceva pubblicamente”, dice il super esperto, che concorda sul fatto che occorresse scongiurare il panico nel Paese.