Guerra in Ucraina: Putin annuncia la mobilitazione parziale. Fuga da Mosca: voli esauriti

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Era atteso e alla fine è arrivato. Con toni durissimi Vladimir Putin ha annunciato, in un discorso alla nazione – a quasi sette mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina – la parziale mobilitazione nazionale “in difesa del Paese” e ha avvalorato la proposta di referendum per l’annessione alla Russia delle quattro aree occupate dall’esercito russo in Donbass e nell’Ucraina meridionale. Una mobilitazione che riguarderà 300.000 riservisti come specificato dal ministro russo della Difesa, Sergeij Shoigu. Il leader del Cremlino ha toccato anche il tema dell’uso delle armi atomiche, accusando l’Occidente di usare l’argomento per tenere Mosca “sotto ricatto”. “Sappiano che le abbiamo anche noi, tante armi. Pronti a usare ogni risorsa per difendere il nostro popolo” ha detto il presidente russo che ha chiarito: “Non sto bluffando”.

Non è tardata ad arrivare la risposta di Volodymyr Zelensky che, in un’intervista esclusiva alla Bild, ha dichiarato: “Putin vorrebbe che l’Ucraina annegasse nel sangue, ma anche nel sangue dei suoi stessi soldati”. Per il presidente ucraino il discorso del suo omologo russo – che ammette di non aver neppure ascoltato –  non rappresenta “nulla di nuovo”. E in merito alla minaccia nucleare ha aggiunto: “Non credo che Putin userà queste armi. Non credo che il mondo gli consentirà di impiegarle”.

Per gli Usa invece, la minaccia nucleare del leader del Cremlino è credibile e Washington la prende “sul serio” e, se Mosca dovesse passare ai fatti “ci saranno conseguenze gravi” ha fatto sapere  il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby per il quale l’annuncio della mobilitazione parziale  “un segnale che il presidente russo è in difficoltà”. La Nato, tramite il segretario generale Jens Stoltenberg, parla invece di “pericolosa e incauta retorica nucleare” da parte di Putin che “sa bene che una guerra nucleare non può essere vinta e avrebbe conseguenze senza precedenti per la Russia”.

Le parole di Vladimir Putin hanno portato alla corsa al biglietto aereo.
Il Guardian ha reso noto che quasi tutti i voli in partenza dalla Russia – soprattutto quelli verso i Paesi che consentono ai russi di entrare senza visto come Georgia, Turchia e Armenia – sono andati esauriti in pochissime ore dopo l’annuncio di Putin della mobilitazione parziale dei riservisti.