Guerra Iran, ancora raid Usa. Lunedì incontro Trump-Netanyahu alla Casa Bianca

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Dovrebbe tenersi lunedì prossimo l’incontro alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ed il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu che, secondo il Jerusalem Post, volerà sabato negli Stati Uniti per partecipare anche ai funerali del senatore Lindsey Graham e resterà a Washington fino a martedì.

Intanto si è conclusa a Roma la seconda giornata dei negoziati fra Libano e Israele. Presso l’ambasciata americana nella capitale, dopo il sesto ciclo di negoziati diretti, si è giunti alla firma di un accordo quadro che prevede un ritiro graduale israeliano dal territorio libanese occupato a partire da due “zone pilota” nel distretto di Nabatiyeh. L’accordo non stabilisce una tempistica per il ritiro, ma la conditio sine qua non è la messa in sicurezza da parte dell’esercito libanese e il disarmo degli Hezbollah.

Joseph Aoun: “Il presidente americano Donald Trump ha iniziato a dare ascolto alle richieste del Libano”. Sarebbe stato questo il commento del presidente libanese, secondo quanto riferito dal suo ufficio, nel secondo giorno dei colloqui tra il Libano e Israele che si sono svolti a Roma, con la mediazione americana. “L’accordo quadro è il migliore possibile e ha iniziato a dare i suoi frutti”, ha affermato Aoun. ”I nostri obiettivi sono chiari e non scenderemo a compromessi sulle questioni che riguardano i diritti del Libano”, prosegue il comunicato.

Nel frattempo non si fermano gli attacchi incrociati tra Usa e Iran. Su ‘X’ il Comando Centrale degli Stati Uniti, ha annunciato di aver completato l’ultima ondata di attacchi contro obiettivi iraniani, che ha “ulteriormente indebolito la capacità dell’Iran di attaccare il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz”. Il Centcom ha poi fatto sapere di aver ”lanciato munizioni di precisione contro sistemi di difesa costiera e siti di stoccaggio e lancio di missili da crociera sull’isola di Greater Tunb per 90 minuti”. Il tycoon nelle scorse ore, non ha voluto escludere la possibilità di uno schieramento di truppe sul terreno in Iran, sia pure limitato all’isola di Kharg.

Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso e, nelle ultime ore, almeno due navi sono state fermate da colpi di avvertimento sparati dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie secondo Tasnim, l’agenzia di stampa vicina ai pasdaran.