Guerra Usa-Iran, Trump boccia la risposta di Teheran: Niente impegni sul nucleare, totalmente inaccettabile

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Donald Trump boccia senza mezzi termini la risposta di Teheran alla proposta Usa di chiudere il conflitto, ricevuta dal mediatore Pakistan. “Totalmente inaccettabile”: così il presidente americano bolla la replica dell’Iran. Secondo il Wall Street Journal, Teheran ha inviato a sua volta un testo di diverse pagine con le sue richieste mettendo in chiaro alcuni punti cardine: no a impegni preliminari, sollecitati da Washington, su programma nucleare e scorte di uranio altamente arricchito, e disponibilità a sospendere le procedure di arricchimento per un periodo più breve rispetto ai 20 anni proposti dagli Stati Uniti. Inoltre, c’è la totale indisponibilità sullo smantellamento delle proprie strutture legate all’atomo, e l’apertura sulla diluizione di parte dell’uranio altamente arricchito e sul trasferimento della parte residua in un Paese terzo.

Nelle intenzioni ferme di Teheran, il nucleare sarebbe un dossier da affrontare nei successivi 30 giorni di negoziato, subito dopo la firma del memorandum. Tenuti fermi questi punti, l’Iran propone l’immediata fine delle ostilità e la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale, insieme alla revoca da parte degli Stati Uniti del blocco imposto su navi e porti iraniani. Dopo aver tenuto gli Stati Uniti in attesa per 48 ore, Teheran ha dunque sciolto la riserva, ma la replica negativa del presidente Trump fa precipitare la situazione nella più totale incertezza. “La risposta di Teheran non mi piace!”, ha scritto il tycoon su Truth. “L’Iran prende in giro gli Stati Uniti, e il resto del mondo, da 47 anni “. Poi ha assicurato che Teheran “non riderà più”.

La questione iraniana sembra dunque destinata ad accompagnare Trump nel suo viaggio in Cina, dove il presidente potrebbe fare pressioni su Xi Jinping nel tentativo di arrivare a una soluzione che sembra ancora sfuggirgli di mano. Il presidente americano puntava ad andare a Pechino da una posizione di forza, con la vicenda Iran nel suo controllo. Invece, l’incontro a Seul di mercoledì del segretario al Tesoro Scott Bessent con il vicepremier cinese He Lifeng, un giorno prima che Trump vada a Pechino, “è probabilmente un segnale del fatto che per questa visita non sono stati ancora definiti risultati concreti”, come sostengono gli attenti conoscitori delle relazioni Cina-Usa. “La guerra non è finita, perché c’è ancora materiale nucleare, l’uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall’Iran – ha scandito il premier israeliano Benyamin Netanyahu nel corso di un’intervista alla Cbs -. Si interviene e lo si porta via. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati”.