Iran-Usa, il dialogo rischia di saltare ma prosegue. Trump avverte: “Khamenei deve preoccuparsi”

Gli incontri in Oman tra Stati Uniti e Iran, domani, ci saranno. Dopo 24 ore turbolente, in cui il dialogo ha rischiato di naufragare, le parti si ritroveranno al tavolo delle trattative grazie alle pressioni urgenti esercitate da diversi leader arabi e musulmani sull’amministrazione Trump. Lo riporta Axios citando fonti americane. Gli Usa avrebbero accettato l’incontro per “rispetto” delle richieste degli alleati e per “continuare a seguire la via diplomatica”. A confermare i colloqui “programmati per venerdì intorno alle 10 del mattino a Muscat” è stato lo stesso ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi. La sede sarà quella chiesta dall’Iran.
Lo stallo. I negoziati tra le parti stavano per fallire prima ancora di cominciare. Washington inizialmente aveva respinto le ultime richieste di Teheran, facendo saltare l’incontro previsto per domani tra l’inviato Usa, Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano. Aleggiavano incertezze sul formato dell’incontro, sui temi da affrontare e perfino sulla sede del vertice.
L’ipotesi di un attacco degli Stati Uniti rimane sullo sfondo. Dopo un mese di minacce da parte di Trump, che prima ha intimato agli ayatollah di cessare la repressione violenta delle proteste e poi ha spostato il focus sul dossier nucleare iraniano, il leader della Casa Bianca lancia l’ennesimo avvertimento, indirizzando il messaggio direttamente alla guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei: “Direi che dovrebbe essere molto preoccupato”, ha scandito il presidente Usa in un’intervista a Nbc News.