Stati Uniti. Il presidente Trump licenzia il direttore dell’Fbi Comey

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Colpo di scena per la sicurezza americana. Il presidente americano ha rimosso il direttore dell’Fbi, James Comey, che stava indagando sui rapporti tra lo staff del presidente e la Russia. Kellyanne Conway, una delle più strette consigliere del presidente americano Donald Trump ha però affermato che il licenziamento “non ha nulla a che fare con la Russia”. La motivazione ufficiale è quella di “ricostruire la fiducia nella più importante agenzia di sicurezza del Paese”.
Secondo il comunicato “questa giornata segna un nuovo inizio per il gioiello della corona dei nostri apparati giudiziari. La ricerca di un nuovo direttore comincerà immediatamente”. Il presidente degli Stati Uniti sarebbe arrivato alla conclusione che Comey non era in grado di svolgere in modo efficace il suo incarico. L’Fbi è una delle “istituzioni più rispettate” e serve ora una “nuova era” e una “nuova leadership per riportare fiducia”.
Le motivazioni. La Casa Bianca ha fatto sapere che la rimozione è stata consigliata dal ministro della Giusizia Jeff Sessions, secondo il quale il direttore dell’Fbi “deve essere qualcuno che segue fedelmente le regole e i principi” del dipartimento della Giustizia, qualcuno che “dà il giusto esempio” a chi deve far rispettare la legge.
Le ragioni del licenziamento con la presunta incapacità di Comey di gestire l’Fbi non convincono i critici di Trump, che leggono invece l’allontanamento come l’azione di un presidente che si sente il fiato sul collo per le indagini sui rapporti con la Russia.
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