Anticorruzione, ddl pronto per il Consiglio dei ministri

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Il ddl Anticorruzione è pronto. Come annunciato dal guardasigilli Alfonso Bonafede la riforma fortemente voluta dal Movimento 5 stelle finirà in settimana sul tavolo del Consiglio dei ministri e poi verrà  presentato alla stampa mercoledì: quindi andrà all’esame delle Camere.

La stretta legalitaria è stata ribadita ieri dal vicepremier Luigi Di Maio che ha annunciato l’imminente legge in arrivo: “Il dl conterrà norme aspettate per anni e non fatte perché la politica aveva paura di farle. Dentro ci sono tutte le nostre grandi battaglie. Toglieremo le mani dalla marmellata a tanti furbi coperti da altri governi”.

Tra le misure principali contenute nel disegno di legge e ampiamente annunciate nei mesi scorsi c’è  il cosiddetto Daspo per i corrotti, che renderà impossibile per un condannato in via definitiva per corruzione avere a che fare per tutta la vita con la pubblica amministrazione. La relazione che accompagna il ddl prevede un lungo elenco di reati: malversazione aggravata dal danno patrimoniale, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione propria, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione attiva, istigazione alla corruzione, peculato, concussione, abuso d’ufficio aggravato dal vantaggio o dal danno di rilevante gravità, traffico di influenze illecite. Una lista di illeciti penali più rispetta a quella attuale che prevedono come sanzione l’interdizione perpetua.

L’altra novità del provvedimento è l’agente sotto copertura per controllare dall’interno eventuali attività criminali e per rendere più efficaci le indagini. Ci saranno inoltre misure sui tempi dei tribunali.

Potrebbe essere inoltre rivisto e rafforzato anche lo strumento delle intercettazioni, dopo che la riforma Orlando è stata accantonata. “Il disegno di legge – ha assicurato il ministro della Giustizia Bonafedefarà dell’Italia, che ora è il fanalino di coda, il Paese capofila nella lotta alla corruzione a livello internazionale”. Bonafede ha parlato di “una riforma rivoluzionaria. Tutti devono sapere che ci si può fidare nel nostro Paese, che si può investire senza il timore di essere danneggiati da chi usa la corsia preferenziale della corruzione. E che, finalmente, fare i furbi, rivolgersi agli amici degli amici, allungare la mazzetta, sono azioni che apparterranno al passato di questo Paese. Una giustizia che spazzi via per sempre la ‘metastasi’ della corruzione e che si occupi soprattutto del servizio che offre agli italiani”.

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