Assemblea Confcommercio, l’intervento di Meloni e il messaggio di Mattarella

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La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni partecipa oggi all’assemblea generale di Confcommercio che si svolge all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Presenti all’assemblea anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e diversi componenti del governo: il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, quello del Made in Italy Adolfo Urso, quello del Turismo Gianmarco Mazzi, il sottosegretario al Sud Luigi Sbarra e quello all’Editoria Alberto Barachini.

“Ogni serranda alzata è una luce, un punto di riferimento, una certezza, ma anche un segno di energia, di saper fare, è presidio di sicurezza, di socialità, di comunità”, ha detto la premier sottolineando le misure varate dal governo contro le attività “apri e chiudi”.

La premier ha dedicato un passaggio del suo discorso alle problematiche della natalità e delle difficoltà attraversate dai più giovani. “Abbiamo un’emergenza che si chiama giovani generazioni, la capacità di offrire maggiori e ulteriori opportunità alle energie migliori che abbiamo, e dall’altra parte la necessità di ribaltare l’emergenza demografica, una dei più grandi problemi economici”, ha detto.

In merito alla pressione fiscale Meloni ha sottolineato: “Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più per ridurre il carico fiscale sul ceto medio. Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio dopo decenni di sacrifici”, ha proseguito.

All’Assemblea di Confcommercio è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il quale ha inviato un messaggio in cui ha sottolineato come l’Italia si trovi in una “realtà internazionale sempre più difficile e sfidante che richiede il coraggio di compiere scelte non facili”. Poi il capo dello Stato ha esortato a un autentico dialogo tra istituzioni e società: “Responsabilità particolari interpellano le parti sociali, alle quali compete in primis, nel dialogo contrattuale, la regolazione del mercato del lavoro, per contribuire, aderendo al dettato costituzionale, all’affermazione della coesione sociale, con la eliminazione di quelle distorsioni e pratiche che si traducono in arretramenti degli standard di tutela per i lavoratori”.