Consip: Renzi e la telefonata al padre. Ex premier: “dimostrata la mia serietà”

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Il quotidiano “Il Fatto” ha pubblicato delle intercettazioni (dal libro del giornalista Marco Lillo ‘Di padre in figlio) tra Matteo Renzi e il padre Tiziano. A tal proposito il segretario Pd trova il modo di ribadire la sua serietà sullo scandalo Consip visto che, scrive su Facebook: “chiamo mio padre per dirgli: ‘Babbo, questo non è un gioco, devi dire la verità, solo la verità. E’ una cosa molto seria. Devi dire nomi e cognomi'” E poi la domanda: “È vero che hai fatto una cena con Romeo?”.
E i carabinieri – riporta il quotidiano – annotano: “Tiziano dice di no e che le cene se le ricorda ma i bar no”.
Quindi Matteo Renzi: “Non ti credo e devi immaginarti cosa può pensare il magistrato. Andrai a processo, ci vorranno tre anni e io lascerò le primarie”, “non puoi dire bugie o non mi ricordo e devi ricordarti che non è un gioco”.
Renzi junior continua però sottolineando: “Politicamente le intercettazioni mi fanno un regalo. La pubblicazione è come sempre illegittima. Ma non ho alcun titolo per lamentarmi: non sono il primo a passare da questa gogna mediatica. Anzi: ad altri è andata peggio. Qualcuno si è tolto la vita, qualcuno ci ha rimesso il lavoro”.
E ancora: “Chi ha sbagliato pagherà fino all’ultimo centesimo, comunque si chiami. Spero che valga anche per chi – tra i giornalisti – ha scambiato la ricerca della verità con una caccia all’uomo che lascia senza parole. Possono costruire scandali o pubblicare prove false quanto vogliono. Noi crediamo nella giustizia. Ci fidiamo delle istituzioni italiane”.
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